Luigi Lusi utilizzava il denaro della Margherita per suo conto: agiva da solo e per i suoi affari, a totale insaputa del gruppo dirigente. E’ in sintesi quanto ha sostenuto il leader dell’Api e dirigente della Margherita Francesco Rutelli che ieri è stato ascoltato dai magistrati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’appropriazione indebita di almeno 18-20 milioni di euro dalle casse del partito da parte dell’ex tesoriere.

La villa di Genzano a persone svantaggiate. Rutelli ai pm ha ribadito “l’assoluta determinazione dei dirigenti della Margherita a recuperare tutto il maltolto e destinarlo a finalità pubbliche di interesse generale: la villa di Genzano, in particolare, per ospitare attività sociali per persone svantaggiate, affidandole a un ente pubblico”. Gli acquisti di beni effettuati da Lusi sono stati fatti “per proprio esclusivo tornaconto personale, fuori di ogni mandato, a totale insaputa del gruppo dirigente della Margherita, e con modalità accuratamente nascoste rispetto alla contabilità ufficiale”. L’ex ministro, nel verbale di tre pagine – secondo una nota dell’Ufficio Stampa della Margherita – definisce tra l’altro “ridicolo e provocatorio che l’ex tesoriere tenti di presentare come investimenti a beneficio del partito l’acquisto di beni per proprio esclusivo tornaconto”.

L’ex ministro ha sottolineato inoltre “la discrezionalità operativa del tesoriere”. Al verbale è allegata anche una lettera del Csm che attestava “la nomina di Lusi a vice-pretore onorario presso la Pretura di Velletri sino al 2000, quando fu nominato tesoriere della campagna elettorale dell’Ulivo”. Nell’audizione Rutelli ha motivato “sia la piena legittimità del finanziamento di attività politiche proprie della gestione caratteristica di ogni partito politico, proposte da lui stesso come da ogni altro esponente della Margherita”. Ha ricordato anche che “le cariche degli organi del partito – il Presidente, come il tesoriere e le altre – erano assegnate a titolo gratuito” e ha illustrato i criteri adottati dall’Assemblea Federale per definire il recesso dei membri del partito approdati a formazioni concorrenti elettorali della Margherita.

“Costi fittizi e operazioni fraudolente”. Secondo Rutelli “le sottrazioni indebite venivano nascoste dietro registrazioni di costi fittizi e con varie operazioni fraudolente. A titolo di esempio: le operazioni a beneficio della società TTT figurano, secondo gli accertamenti finora effettuati, dietro 22 differenti voci di conto economico, apparentemente del tutto regolari”. “Invece di valorizzare gli interessi dei cospicui depositi bancari (che facevano maturare interessi irrisori: lo 0,77% nel 2011, mentre ben più consistenti interessi, per quasi 400mila euro in più, avrebbero fruttato investimenti “pronti contro termine”) – continua nel verbal e- il tesoriere si appropriava delle risorse del partito per investimenti immobiliari di proprio tornaconto privato. Sino all’identificazione di voci truccate del Protocollo (un esempio: la voce 980 del 2008, riportante una raccomandata da 3 euro e 40 centesimi, nascondeva assegni liberi, cioè “in bianco” per 630.000 euro)”.

Saranno sentiti Bianco e Bocci. Oltre a Rutelli sono previste le audizioni di Enzo Bianco e Gianpiero Bocci i quali, per anni, hanno lavorato a stretto contatto con Lusi e che respingono con fermezza qualsiasi ipotesi “spartitoria” all’interno del partito. Gli ex vertici della Margherita, come precisato nei giorni scorsi dal legale dell’associazione, Titta Madia, hanno concordato di essere sentiti sugli aspetti organizzativi ed amministrativi del partito.