Questa volta ha vinto chi ha sparato. I tre colpi colpi di pistola calibro 7.65 sparati nella notte tra mercoledì e giovedì all’auto del sindaco di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, hanno spinto Maria Carmela Lanzetta, 57 anni, del Partito Democratico, a capo di una giunta di centrosinistra, a dare le dimissioni.

Oggi ha ricevuto la solidarietà del segretario della Cgil Susanna Camusso, ieri da varie personalità del Pd, non ultimo il segretario nazionale Pierluigi Bersani, ma anche dal presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa e quello della Regione Giuseppe Scopelliti.

I proiettili sparati alla Fiat Panda della Lanzetta, rieletta nel maggio scorso per il secondo mandato al municipio della fascia jonica reggina, sono stati l’ultima fase di una escalation. Nella notte tra il 25 e il 26 giugno, dopo neanche un mese dalla sua rielezione, la Lanzetta aveva visto andare in fiamme la sua farmacia, che si trova al pian terreno di una palazzina nella quale il sindaco abita, di fronte alla quale si trovava quattro notti fa la Fiat Panda bersagliata dai colpi 7,65.

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri, ma lo stesso sindaco aveva dichiarato che il “segnale” si inseriva in una precisa strategia della criminalità organizzata locale che sarebbe finalizzata ad interferire sulla regolare attività amministrativa dell’amministrazione.

In centinaia erano scesi in piazza venerdì nel piccolo paese calabre per manifestare solidarietà e vicinanza al sindaco e per convincerla a ripensarci. Una fiaccolata silenziosa per la legalità e la sicurezza che però per il momento non ha convinto la Lanzetta a tornare sulla sua decisione.

“Le dimissioni del sindaco di monasterace segnano la sconfitta dello Stato in una terra di frontiera che non riesce a garantire quanti sono stati scelti alla guida delle istituzioni locali” commenta sconsolato il presidente della Provincia Raffa.

Il segretario del Pd Bersani ha telefonato ieri al sindaco per esprimerle solidarietà e affetto e ha annunciato un’iniziativa per sollecitare “l’intervento del governo, delle forze dell’ordine e della magistratura al fine di stroncare una intollerabile situazione di minaccia verso chi intende condurre l’azione amministrativa nel solco della correttezza, della legalità e del rifiuto di ogni intimidazione e di ogni ricatto”. La Camusso si rivolge direttamente al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri perche predisponga “tutte le misure di approfondimento degli accadimenti e garantire la disposizione delle misure di sicurezza che verranno ritenute idonee affinché il sindaco possa continuare ad esercitare le sue funzioni” .