La Giunta di Confindustria ha deciso, sarà Giorgio Squinzi il nuovo presidente degli industriali. A sfidarsi due imprenditori, per certi versi molto diversi tra loro, ma per altre molto più vicini di quello che è sembrato in questi mesi di campagna elettorale.

GIORGIO SQUINZI: nato a Cisano Bergamasco il 18 maggio 1943, fin da giovanissimo comincia a lavorare nell’azienda fondata dal padre Rodolfo nel 1937 che produce materiali ausiliari per l’edilizia. Nel 1970, dopo una laurea in chimica industriale, fonda con il padre la Mapei. Il gruppo industriale è il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia. Impiega 7.500 persone, ha 59 stabilimenti produttivi, 9 in Italia e 50 nel resto del mondo. L’azienda destina a Sviluppo e Ricerca il 5% del proprio fatturato e il 12% dei propri dipendenti. La società non è quotata in Borsa e non sembra essere attratta dalle sirene di Piazza Affari. Ex presidente di Federchimica, se Squinzi prevalesse, sarebbe la prima volta di un ‘chimicò alla guida di Viale dell’Astronomia

– Il dilemma dell’art.18: da subito Squinzi ha fatto sapere che “la licenziabilità dei dipendenti è forse l’ultimo dei nostri problemi. Io sono per il dialogo con il sindacato” dichiarazioni che gli hanno guadagnato il titolo di colomba. Titolo restituito al mittente: “Non mi considero né un falco né una colomba: in realtà cerco sempre di essere una persona equilibrata e rigorosa”.

– Gli amici: fra i più famosi Fedele Confalonieri con cui Squinzi ha in comune il tifo per il Milan, l’amore per la musica classica e la Scala. Ma sostenere il patron della Mapei c’è la stessa presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, e industriali come Leonardo Del Vecchio, il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello, Gaetano Maccaferri, Diana Bracco titolare dell’omonimo gruppo farmaceutico.

– Le passioni: è appassionato di ciclismo e calcio. Ama soprattutto la bicicletta una passione ereditata dal padre. Il suo motto è “Non smettere di pedalare”. Ha sponsorizzato fino al 2002 la squadra di ciclismo che porta il nome dell’azienda e adesso è il patron del Sassuolo che ha portato in serie B dalla C2 ed è ora in lotta per una storica promozione in serie A. L’altro grande amore ereditato dal padre è la musica classica. Squinzi è Fondatore permanente della Scala e ha contribuito a ristrutturare diversi monumenti.

– ALBERTO BOMASSEI: nato a Vicenza nel 1940, è oggi presidente della Brembo, società leader nel mercato mondiale per la progettazione e produzione di sistemi frenanti. Ha anche lui ereditato l’azienda dal padre Emilio Bombassei. La Brembo è fornitore della Ferrari e della Fiat. Ha 6.000 dipendenti il 10% dei quali è impiegata in ricerca e sviluppo. E’ quotata in Borsa dal 1995 e ha 36 stabilimenti in 15 Paesi.

– Il dilemma dell’Art.18: a Bombassei sembra una camicia di forza all’economia. “Se si toglie il tappo dell’art.18, questo vincolo che per altro abbiamo solo noi in Europa, sarà molto più facile creare posti di lavoro per i giovani”. E per ottenere la flessibilità in uscita, sulla riforma del lavoro se non c’è accordo con le parti sociali “il Governo proceda” ha detto senza meno guadagnandosi la nomea di falco. Anche lui ha respinto al mittente il titolo aggiustando il tiro “nessuno vuole libertà di licenziamento, ma chiediamo flessibilità in uscita”.

– Gli amici: il più illustre è stato Sergio Marchionne che durante la campagna elettorale ha fatto sapere di un possibile rientro di Fiat  in Confindustria se fosse stato eletto Bombassei. Ma Fiat non può votare per il patron della Brembo. Fra gli altri nomi illustri Luca Montezemolo, Riccardo Illy, Franco Bernabè, Andrea Tomat, Andrea Merloni.

– Le passioni: Bombassei ama la pittura del Sei e Settecento ed è collezionista di quadri. La sua passione sono le auto d’epoca e ama anche guidarle, più di una volta ha partecipato alla Mille Miglia.

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