Prima la gauche caviar italiana si lamenta perché Monti pensa solo alle tasse e non ai posti di lavoro, poi balbetta davanti alla Tav. Questa, tecnicamente, si chiama schizofrenia e per chiarimenti potete rivolgervi a una delle dodici correnti del Pd. Fortunatamente nel Paese il clima è cambiato e lo si nota anche dai piccoli eventi di cronaca.

A Fiuggi l’altro giorno è stata arrestata in flagrante una disfattista antagonista che, dopo aver acquistato due ombrelli, uno per sé e uno per la figlia, ne ha rifiutato un terzo con manico in palissandro da tenere per bellezza nell’ingresso di casa. “Grazie no, proprio non mi serve”: questa la grave provocazione, indice di uno spirito sovversivo.Che fa il pari con quello di un professore di storia milanese, prontamente denunciato dai suoi studenti perché durante una lezione sulla Prima Guerra Mondiale, aveva insolentemente invitato a meditare sulla “inutile strage”, citando Benedetto XV. Una bella idiozia rinunciataria, ha commentato il preside mentre l’incauto docente veniva portato via dai carabinieri: ormai nel ‘14 la guerra era stata dichiarata e non si poteva tornare indietro. Una Grande Guerra è sempre una Grande Opera.

La Tav divide? Almeno così si capisce chi vuole il bene dell’Italia e chi no. Ad esempio, pur con tutti i limiti derivanti da un assurdo ostracismo giudiziario, i Casalesi e le ‘ndrine pensano allo sviluppo e al progresso. Fanno più paura loro o gli esagitati che per farsi pubblicità si aggrappano ai fili dell’alta tensione? E l’avete mai sentito parlare Alberto Perino dei No Tav, quello che si crede il generale Lamarmora? In confronto Vittorio Agnoletto, il portavoce del G8 a Genova, era una carezza per i timpani. Tra una perforazione delle scatole e una franca trapanata di montagna qualcuno ha dei dubbi?
Monti, ben conscio delle forze in campo (da una parte qualche migliaio di attivisti locali o importati, dall’altra lo Stato e i quattro quinti dei media) ha invitato a riequilibrare l’informazione, dopo che su diversi quotidiani erano state pubblicate intere pagine che ai pareri pro Tav ne affiancavano altrettanti contrari. Ma si può? L’intellighenzia italiana stavolta non tace.

Parola a Chicco Testa, noto ambientalista all’uranio impoverito: “Fosse per i No Tav, i romani non avrebbero costruito neanche le vie consolari. E non si sarebbe fatta l’Autostrada del Sole. Dagli anni Sessanta a oggi abbiamo praticamente asfaltato tutta l’Italia, è vero, ma comunque non si può fermare lo sviluppo”. Testa ha ragione: questo sviluppo si è fermato già da solo. Altrettanto brillante l’ex premier Silvio B. : “I treni sono come la gnocca, devono girare”.

Nel frattempo, in attesa che gli animi si plachino, basterebbe creare un’altra bella SpA come la società “Stretto di Messina”.  I lavori si fermano, ma la grana va e le poltrone si moltiplicano. Perfetto.

Di Andrea Aloi

Il Misfatto, inserto satirico de Il Fatto quotidiano, 4 marzo 2012