L’Italia è in recessione tecnica, visto che per il secondo trimestre consecutivo il Pil risulta in calo congiunturale. L’Istat, infatti, registra per il quarto trimestre 2011 un calo dello 0,7% mentre nel terzo aveva segnato un ribasso dello 0,2%.

La crescita acquisita per il 2012, quella che si verificherebbe per il puro effetto trascinamento del 2011 se in tutti e quattro i trimestri dell’anno si registrasse crescita zero, è negativa, pari a -0,5%. Questi dati, però, rivedono in miglioramento la stima preliminare del 15 febbraio.

L’istituto di statistica precisa che si fa riferimento al Pil espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per effetti di calendari e destagionalizzato. Rispetto alla stima preliminare del mese scorso il congiunturale viene confermato mentre il tendenziale viene rivisto in miglioramento. Quanto all’intero 2011 l’Istat ricorda che il dato grezzo diffuso il 2 marzo indica una crescita dello 0,4%. L’ultima previsione del governo stimava un Pil nel 2011 a +0,6%.

Nel quarto trimestre del 2011, in termini congiunturali, dal lato della domanda, le esportazioni sono rimaste ferme, gli investimenti fissi lordi sono scesi del 2,4% e i consumi finali nazionali dello 0,7%. In particolare, la spesa delle famiglie residenti è in calo dello 0,7% e quella della Pubblica amministrazione delle Istituzioni Sociali Private dello 0,6%.

Nel quarto trimestre del 2011, su base congiunturale, dal lato dell’offerta, fa sapere l’Istat diffondendo i dati sul Pil, si rilevano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’industria (-1,7%) e dei servizi (-0,1%), mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è aumentato dello 0,5%.