Forse una lite per motivi banali, dissidi nati dopo qualche bicchiere di troppo. Sarebbe questa la pista investigativa che i carabinieri del gruppo di Frascati stanno seguendo in queste ore come movente e contesto per il decimo omicidio dall’inizio dell’anno nella zona della capitale.

La vittima è un giovane di 22 anni, di nazionalità romena, ucciso da diversi colpi di arma da taglio e da un oggetto scagliato sulla testa. Una morte avvenuta sul ciglio della via di Ponente a Torvaianica, sul litorale romano, la scorsa notte.

In queste ore i carabinieri della compagnia Pomezia e del nucleo investigativo del gruppo di Frascati stanno cercando di ricostruire le ultime ore del veniduenne. Essenziali sono le testimonianze degli amici del ragazzo, che viveva a poca distanza dal luogo dell’omicidio. La comunità romena che da anni vive nella zona compresa tra il litorale a sud della capitale e la zona dei Castelli Romani è numerosa ed attiva soprattutto nel campo dell’edilizia, settore in forte espansione nella provincia romana.

Già in passato in questa zona vi sono stati omicidi d’impeto all’interno della comunità romena, nati da discussioni alimentate soprattutto dall’alcol. A Lanuvio, un paio di anni fa, un giovane romeno venne ucciso durante una festa in una casa di connazionali, dopo una discussione nata in seguito a pesanti avances rivolte ad una ragazza.

L’omicidio della scorsa notte, pur non essendo legato al contesto criminale organizzato, si aggiunge alla sempre più lunga lista di morti violente che stanno marcando gli ultimi due anni nella capitale. In molti casi si è trattato di vere e proprie esecuzioni, dovute probabilmente alla contesa del territorio e a regolamenti di conti soprattutto per il mercato della cocaina. Alcuni recenti sequestri di armi, anche da guerra, hanno poi dimostrato un mondo della criminalità organizzata pronto a sparare, diviso probabilmente in diverse fazioni.

Una delle ipotesi investigative più accreditate descrive una vera e propria riorganizzazione del mondo criminale romano, avviata dopo la cattura di grossi esponenti locali, sospettati di essere legati con il gruppo napoletano dei Senese. Gli arresti effettuati dal Ros del Lazio lo scorso anno nel corso dell’operazione Orfeo avrebbero disarticolato il principale gruppo emergente, lasciando spazio libero nella capitale.

L’omicidio del giovane romeno avviene invece in un contesto e in un territorio particolarmente complesso e degradato, dove la microcriminalità è il problema più sentito dalla popolazione, con un controllo del territorio che gli abitanti denunciano come scarso e sporadico. Piccoli furti in appartamento, scippi e l’immancabile traffico al dettaglio di droga rendono la zona di Torvaianica più simile alla periferia romana che all’immagine di litorale vacanziero. Un malessere che si aggiunge all’allarme criminalità che a Roma sta crescendo esponenzialmente.

Una scia di sangue iniziata con rapina di Torpignattara che è costata la vita costata la vita al commerciante cinese Zhou Zeng e alla figlioletta Joy, di appena 9 mesi. Poi un altro omicidio, sempre un agguato, ad Antonio Maria Rinaldi, ucciso a via del Fontanile Arenato il 24 gennaio mentre parcheggiava la sua auto, e di Salvatore Polcino, trovato carbonizzato al Divino Amore il 27 gennaio dopo un regolamento di conti. Mario Maida è stato invece ucciso il 7 febbraio a Torrevecchia, freddato alla testa da un colpo di pistola, mentre il 21 febbraio è toccato a Marco Zioni, pregiudicato romano ucciso a Montespaccato da due killer in scooter.

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