Come farà l’economia greca a risollevarsi, nel mentre la Premiata Macelleria Europea si pasce delle sue carni? Gli analisti di Ubs non hanno dubbi: per un paese alla frutta, l’unica speranza è lo yogurt. Nel 2005, il 25% di tutto lo yogurt venduto negli Stati Uniti era greco e la domanda è in continua crescita.

Anche se la tipica dieta Usa a base di colesterolo fritto e ketchup ha un effetto benefico sull’economia (il colesterolo è una risorsa naturale degli Stati Uniti) e sull’equilibrio demografico,(controllando la crescita con la livella dell’infarto), sono sempre più gli americani egoisti ed individualisti che non vogliono morire per la patria e si mettono a mangiare del vero e proprio cibo. Un grande futuro per lo yogurt e una speranza per la Grecia.

Se non fosse che nel goloso affare si è buttato anche un turco, che produce yogurt come si fa tradizionalmente in Turchia ovvero uguale uguale a come si fa in Grecia. I produttori greci non hanno perso l’occasione per scatenare la guerra alla Turchia, coerentemente con le tradizioni nazionali, ed hanno aperto altri stabilimenti negli Usa. Ma, proprio in omaggio alle tradizioni di questi due Paesi, questa battaglia probabilmente non la vincerà né l’uno né l’altro. Un tal Hamilton Colwell, che lavorava con JP Morgan, perso il lavoro si è buttato sullo yogurt creando “Maya” che, naturalmente, è prodotto “rigorosamente alla greca”.

Si può scommettere che questo finto yogurt greco, inventato da uno che faceva lo stesso mestiere di quelli che hanno strozzato la Grecia, finirà per trionfare. Forse, Hamilton riuscirà persino a farlo con il colesterolo, chiudendo una serie di cerchi che spiegano benissimo perché noi del Mediterraneo ce lo dobbiamo prendere nel culo, in un modo o nell’altro. Però, se un prodotto sano e naturale come lo yogurt ha conquistato gli Usa, forse potrebbero farlo altre cose sane e naturali. Forse, per dire, la Grecia potrebbe esportare negli Usa un po’ di cultura. È sicuro che nessuno riuscirebbe ad imitarla. Ma non è per niente sicuro che a qualcuno, tra il Midwest e l’Ohio, gli venga quella strana voglia di non morire come un idiota e leggersi Platone.

di Paolo Aleandri