La vendetta di Anonymous non si fa attendere e colpisce il sito di Maurizio Paniz, oscurandolo e sostituendone la home page con l’ormai famosa maschera e un messaggio al deputato del Pdl colpevole di aver fatto chiudere il portale dedicato alla strage del Vajont.

Anonymous ha colpito ancora. I pirati informatici hanno attaccato il sito di Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Pdl che insieme a Domenico Scilipoti ha chiesto e ottenuto dalla magistratura la chiusura del portale dedicato alla strage del Vajont. “Il giudice delle indagini preliminari di Belluno, Aldo Giancotti, ha ordinato la chiusura dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone”, ricorda AnonymousItaly in un comunicato. Il sito, si spiega, “è ‘colpevole’ di aver scritto: ‘E se la mafia è una montagna di me… Scilipoti e Paniz sarebbero guide alpine!”. Se l’italiano non è un’opinione, l’uso del plurale in detta frase non si rifà alle persone ma a ciò che rappresentano, quindi come prima osservazione viene da chiedersi se non sia giusto che chi giudica lo scritto non sia tenuto alla conoscienza della lingua dello scrivente”. Inoltre, si legge ancora, “c’è da considerare il diritto degli ‘scilipoti e paniz’ sopra al diritto di migliaia di utenti che avevano come riferimento il portale oscurato; fra i documenti destinati a scomparire almeno per un periodo dalla rete, molte fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di uno dei paesi della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro”.

Il deputato ha definito l’attacco una “reazione inconsulta”. Evidentemente, ha detto, “è la reazione a una erronea informazione in ordine alla mia attività professionale, avendo io ottenuto la chiusura di un sito che con la disgrazia del Vajont non c’entrava nulla: stiamo parlando del sito di un delinquente, già molte volte condannato per diffamazione, che sfrutta la tragedia del Vajont per i suoi illeciti intenti diffamatori nei conftonti di tante persone e che si fa beffe dei provvedimenti giudiziari che più volte hanno disposto la chiusura dei suoi domini e che irride le sentenze emesse dalla magistratura che lo ha ripetutamente condannato”.

Per Anonymous, che pochi giorni fa ha messo fuori uso anche il sito della Cia, “interessante è notare come la magistratura italiana abbia fatto il suo esordio censorio in rete con un portale del genere, andando a ledere il diritto primario all’informazione, come se si volesse costiuire un precedente: il giudice decide cosa si puo’ scrivere e cosa si può sapere, ledendo gravemente i diritti all`informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino”. Dunque, “per queste ragioni non perdiamo l’occasione di tacere e agiamo!!!. Wikileaks dice “Informations want to be free”. E voi cari avvocati? Oltre ai soldi e alla reputazione, un po’ di sana libertà non ve la volete godere? A quanto pare no, quindi abbiamo deciso di farvi inc… un bel po’ iniziando un lungo processo di attacchi, che comincia proprio con http://www.mauriziopaniz.it/”, si chiude il messaggio.