L’Iran rappresenta la maggiore minaccia per gli Stati Uniti mentre il rischio Al Qaeda si indebolisce. Lo ha affermato James Clapper, direttore dei Servizi segreti nazionali, durante la seduta annuale del Comitato per i servizi segreti del Senato che si è tenuta a Washington. Argomento: le minacce presenti e future alla sicurezza nazionale. Presenti fra gli altri il direttore dell’Fbi Robert Mueller e il direttore della Cia David Petraeus.

Secondo i capi dei servizi cresce il rischio che aumenti il numero delle spie iraniane e quello di possibili attacchi. Stando alla loro testimonianza, l’Iran ha tutti i mezzi per costruire le armi nucleari ma ha deciso per il momento di non svilupparle, in contrasto con Israele che afferma che entro un anno le armi sarebbero finalizzate e il tempo per fermare l’Iran starebbe per scadere. Secondo Clapper, se l’Iran si sentisse minacciato non esiterebbe a minare gli interessi americani. Ricordando il piano iraniano, sventato a ottobre dell’anno scorso, di uccidere l’ambasciatore saudita negli Stati Uniti, ha affermato che “qualche funzionario iraniano, incluso probabilmente il Capo supremo Ali Khamenei (successore dell’Ayatollah Khomeini e capo dell’establishment islamico conservatore, ndr) è al momento più disposto a sferrare un attacco agli Stati Uniti come risposta ad azioni reali o percepite che minacciano il regime. “C’è dibattito e dissenso nella gerarchia politica dell’Iran sull’opportunità di costruire la bomba atomica”, ha detto Clapper: “Non c’è un parere unanime, perché sta valutando il peso che guadagnerebbe il paese a livello di prestigio regionale se possedesse un’arma nucleare contro il costo di ulteriori sanzioni internazionali e il rischio di rappresaglie militari da parte di Israele o dell’Occidente”.

Secondo Petraeus le sanzioni recenti contro il regime iraniano nelle ultime settimane stanno cominciando a pesare sulla finanza e le banche, ma il tempo sta scadendo perché il paese sta terminando le ultime fasi di arricchimento dell’uranio fino al punto di avere un livello appena inferiore per avere un’arma nucleare, ma più alto di quello che serve per un normale uso industriale. Anche il Segretario della difesa Leon Panetta ha dichiarato domenica che gli iraniani possono costruire una bomba velocemente. “Se decidessero di farlo, ci metterebbero probabilmente un anno e in un altro anno o due costruirebbero il mezzo per lanciarla” ha dichiarato durante il programma di notizie televisivo “60 Minutes” della CBS. Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak la settimana scorsa ha affermato che l’Iran sta procedendo sulla strada della costruzione delle armi nucleari e il tempo “scade fra pochissimo”. Mentre Petraeus ha detto che Israele vede la minaccia nucleare dell’Iran come “una minaccia esistenziale al paese”, non ha detto la sua reazione all’affermazione statunitense che l’Iran non ha ancora deciso cosa fare. Il presidente del Comitato per i servizi segreti del Senato Dianne Feinstein ha affermato che “il 2012 sarà l’anno decisivo per convincere od ostacolare l’Iran perché non costruisca la bomba atomica”.

Secondo Clapper e gli altri funzionari la minaccia costituita dall’Iran è la maggiore ma non l’unica e fa parte del mosaico di nemici degli Stati Uniti interconnessi fra loro, incluso i terroristi, i criminali e le potenze straniere che potrebbero colpire il paese o con le armi nucleari o attraverso il cyber spazio, con attacchi ai sistemi informatici. Al Qaeda è ancora una delle maggiori minacce per gli Stati Uniti ma è molto indebolita dopo l’uccisione dello scorso anno di Osama bin Laden e di quattro fra i maggiori capi dell’organizzazione. La leadership del gruppo terroristico starebbe lottando per trovare i rimpiazzi. Clapper ha detto che potrebbe ricorrere a “piccoli e semplici attacchi” da quando il suo stato maggiore è stato decimato grazie ai droni e le operazioni a terra degli Stati Uniti. È probabile però che gli affiliati regionali di Al Qaeda, come i terroristi dello Yemen, cerchino di aiutare l’indebolito stato maggiore di Al Qaeda in Pakistan.

Secondo il direttore dei Servizi segreti nazionali Clapper al momento in cima alla lista delle minacce agli Stati Uniti ci sarebbe quindi l’Iran. Al secondo posto Al Qaeda. Poi verrebbe la proliferazione delle armi di distruzione di massa chimiche, biologiche, nucleari e radiologiche. I servizi segreti credono che gli Stati che le possiedono non le abbiano ancora date ai gruppi terroristi ma che questo rimanga comunque un rischio.