Un forte sisma di magnitudo 5.4 è stato avvertito in tutto il Nord Italia attorno alle 15.53. Molto forte e prolungata la scossa avvertita in Emilia, nella zona dove era stato registrato l’epicentro due giorni fa (era di magnitudo 4.9), tra le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena.

“L’epicentro della scossa – ha spiegato Demetrio Egidi capo della Protezione Civile regionale – è stato rilevato tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti, nel Parmense. La grande profondità della scossa, 60,8 chilometri, ha fatto sì che, a differenza di due giorni fa con una profondità di 30 km, fosse spalmata su un territorio molto ampio, attutendo la forza del sisma”.

Infatti la scossa è stata avvertita da Ovest a Est in tutto il Nord Italia: dalla Liguria fino al Trentino e al Friuli. In molti capoluoghi di provincia, come Bologna, Torino, Milano, Genova, La Spezia e Livorno la scossa è stata distintamente percepita con tavoli, mobili e lampadari oscillanti, provocando parecchio spavento. Un’ondata sismica che è stata registrata in Svizzera, come all’isola del Giglio, senza però provocare spostamenti evidenti della Costa Concordia arenata sugli scogli.

E se a Milano, per precauzione, sono stati evacuati per 15 minuti i cento dipendenti di Palazzo Mezzanotte, ovvero della Borsa in piazza Affari, a Colorno (Parma) tre statue dell’omonima Reggia sono cadute per terra danneggiandosi e diverse crepe sono apparse sui muri del Duomo.

La scossa di grado 5.4 è identica a quella che il 31 ottobre 2002 a San Giuliano di Puglia uccise 27 persone, ma la profondità in cui si è registrato il terremoto di oggi ha sì esteso il diametro delle scosse, ma attenuato l’impatto su edifici e palazzi. Proprio come aveva annunciato due giorni fa il direttore della sezione Sismologia e Tettonicofisica dell’INGV Antonio Piersanti al fattoquotidiano.it: “Più l’ipocentro è profondo, maggiore è larea di risentimento dell’onda sismica”, hanno spiegato dall’Ingv, “non ci sentiamo di escludere che potremmo essere sorpresi da una scossa maggiore di quelle precedenti”.

Secondo il sismologo, a causare il rilassamento successivo al terremoto, contribuirebbe l’utilizzo approssimativo e tranquillizzante dei termini: “scosse di assestamento” al posto di aftershock. Registrate nella fase che segue il terremoto, vengono normalmente inquadrate come “scosse di assestamento”: “La scelta della parola assestamento è fuorviante – aveva spiegato il direttore dell’INGV – Dà un’idea tranquillizzante, secondo la tendenza errata a credere che le scosse successive abbiano necessariamente una potenza inferiore”.

E’ di nuovo la “placca adriatica”, all’origine della scossa di magnitudo 5.4 che ha colpito l’area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia, dopo aver fatto tremare la terra emiliana due giorni fa. “A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa”, ha rilevato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, “Questo movimento scorre sotto le Alpi generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi. E’ stato questo movimento a generare il terremoto nel reggiano, in un’area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta”.

”E’ durato molto più del terremoto di mercoledì scorso, almeno una ventina di secondi e questa mi è sembrata una stranezza. Ho capito subito che non era una scossa di assestamento ma non pensavo potesse essere qui l’epicentro. Abbiamo avuto una grande paura”. Questo il racconto di Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, comune di 2000 abitanti sull’ Appennino parmense, epicentro del terremoto. Alle 15.53 Lucchi era nel palazzo comunale: “Mi stanno chiamando in tanti, la gente è per strada, ma per ora non ci risultano danni – ha continuato – Ma sto per fare un sopralluogo in giro. Noi abbiamo il duomo del ‘700 e a Corchia (frazione di Berceto, ndr) c’é una chiesetta che non è aperta al culto anche perché aveva bisogno di manutenzione”.

A causa della scossa la circolazione ferroviaria in Emilia Romagna è stata sospesa dalle 15.55, in via cautelativa, sulle linee Milano-Bologna sia quella convenzionale sia quella dell’Alta Velocità. La sospensione è stata necessaria per permettere alle squadre tecniche di Rfi la verifica dei binari, ponti, viadotti. Alle 16.15, verificata la perfetta tenuta dell’infrastruttura, il traffico ferroviario è ripreso sulla linea AV con una riduzione di velocità a 100 km/h per 60 km, da Reggio Emilia a Fidenza.

Infine, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, in questi giorni a coordinare le operazioni sull’isola del Giglio, ha convocato il comitato operativo per fare il punto sulle scosse di terremoto che stanno interessando l’Italia e in particolare il Nord in questi giorni. La riunione è convocata alle 19.30 nella sede del Dipartimento a Roma.

Intanto domani le scuole in provincia di Parma resteranno chiuse. La decisione è stata assunta in via precauzionale dopo il terremoto di oggi pomeriggio. In base alle verifiche fatte immediatamente dall’Agenzia regionale  Protezione Civile con le Prefetture, i Comuni colpiti, le Province, i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale,  in via precauzionale si è deciso di rallentare la circolazione ferroviaria.

di Ilaria Giupponi e Davide Turrini