Il leader del movimento Forza d'Urto, Mariano Ferro

Pane e acqua. Sono disposti ad alimentarsi soltanto di questo i manifestanti di Forza d’Urto che vogliono allentare la protesta in Sicilia per spostarla in massa a Roma. “Siamo pronti – ha annunciato il leader di Forza d’urto Mariano Ferro – a protestare per 15-20 giorni a Roma, andremo nella capitale per combattere la lotta per la nostra sopravvivenza, anche a costo di alimentarci soltanto con pane e acqua. Ho detto ai partecipanti ai presidi, che non vogliono andare via, gli ho detto che la protesta non si ferma, ma rallenta e si sposta a Roma. Manterremo lo stato di agitazione e si parte per Roma e le manifestazioni si terranno nella capitale”. Nel primo giorno ‘extra’ dello sciopero che da lunedì ha messo alle corde tutta l’isola i blocchi dovrebbero quindi allargarsi, consentendo il rifornimento di carburante e generi alimentari nelle città siciliane. Le manifestazioni dovrebbero concentrarsi da lunedì a Roma, dove Ferro è pronto a concentrare i suoi uomini.

Protesta spaccata
Il fronte della protesta però si è ufficialmente spaccato proprio in relazione alla scelta di Ferro di far migrare I Forconi nella capitale. L’ex allevatore di cavalli di Avola infatti ha preso le distanze dall’altro leader del movimento, Martino Morsello, considerato troppo vicino a Forza Nuova, partito in cui lavora la figlia. “Il signor Morsello si deve solo vergognare! Lui e la figlia e pur di dare forza a Forza Nuova si stanno vendendo alle tv e ai giornali!” scrivono manifestanti vicini a Ferro nella nuova pagina dei Forconi su Facebook, creata proprio in contrapposizione a quella gestita da Morsello.

La scelta di Ferro di allentare i blocchi in Sicilia, però, non è stata ben vista da molte delle frange che alimentano la protesta. “Si va ad oltranza, il movimento Forza d’urto andrà ad oltranza” ha detto il leader degli autotrasportatori Giuseppe Richichi, paragonato a più riprese a Jimmy Hoffa, il sindacalista dei camionisti americani che negli anni Sessanta mise in difficoltà John Kennedy. Già dieci anni fa l’Aias di Richichi bloccò per una settimana la Sicilia e il suo leader finì in carcere per aver tagliato le gomme di alcuni tir. In seguito Richichi riuscì ad ottenere diverse consulenze dall’assessorato ai Trasporti nel governo regionale guidato da Totò Cuffaro, poi condannato a 7 anni di carcere per mafia. Oggi i camionisti iscritti al sindacato di Richichi annunciano che rimarranno a pattugliare con i tir l’area di San Gregorio sulla Messina – Catania. Su Twitter alcuni militanti di Forza d’urto catanese hanno poi comunicato di voler ‘destituire’ Ferro dal movimento.

Il programma dei Forconi
Continueranno i blocchi serrati in Sicilia anche i Forconi guidati da Martino Morsello, che a Palermo stazionano in compagnia degli operai marittimi nella zona del porto e nei pressi degli svincoli autostradali. Morsello ha anche elaborato un vero e proprio programma politico dei Forconi. Dieci punti tutti scritti in maiuscolo in cui tra le altre cose chiede il blocco dell’arrivo di prodotti agricoli dalla Cina e dall’estero, l’attuazione completa dello Statuto Siciliano, l’eliminazione delle procedure di riscossione del credito della Serit e di Equitalia, un tetto massimo per il costo dell’energia elettrica (0.030 euro) e della benzina (0.70 euro) e addirittura una sedicente ‘moneta popolare’.

Il ritorno della benzina e il racconto del cavaliere
Nelle principali città dell’isola, intanto, sono arrivati i primi rifornimenti di carburante ed è stata subito rissa: un vero e proprio assalto alle pompe di benzina. A Palermo diversi automobilisti hanno iniziato a mettersi in coda alle stazioni di servizio già dalla scorsa notte, dormendo quindi in auto. I primi rifornimenti sono stati però riservati alle ambulanze e ai mezzi di soccorso, facendo scatenare accese proteste nelle chilometriche code ai distributori. E c’è stato anche chi, impaurito da un possibile seguito dello sciopero, ha approfittato dell’arrivo a singhiozzo di carburante riempendo oltre al serbatoio dell’auto anche bidoni e bottiglie di plastica. Turni straordinari anche nei supermercati dove i rifornimenti arriveranno anche di notte. Le associazioni dei consumatori però hanno lanciato l’allarme sul possibile arrivo di prodotti alimentari ormai scaduti, chiedendo una verifica dei Nas sulle scadenze e sui prezzi che in molti supermercati sono stati addirittura triplicati.

Nel frattempo a Palermo c’è chi ha cercato di raccontare la protesta dei Forconi a modo suo. E’ stato il duca Onofrio Carruba Toscano, che partecipa alla protesta galoppando in città a bordo del suo destriero. Carrubba Toscano, presidente dell’Accademia Italiana Alta Scuola Equestre, ha visitato i diversi punti della manifestazione nel capoluogo raccontando le sue gesta su Youtube: “Questo è un moto di ribellione di coscienza da parte del bravo popolo siciliano – ha detto il duca in uno dei video che diffonde ogni giorno – La prossima settimana ci andremo ad autodenunciare tutti in procura come mafiosi e chiameremo come testimone Ivan Lo Bello“. Il presidente di Confindustria siciliana infatti aveva lanciato l’allarme sul possibile inquinamento del movimento dei Forconi da parte di Cosa Nostra. Ipotesi su cui da ieri indaga il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Ignazio De Francisci.