Un giornalista francese è stato ucciso a Homs, in Siria, e un altro, forse belga, è rimasto ferito. La vittima si chiamava Gilles Jacquier ed era un reporter di France 2. Attraverso Twitter, la televisione transalpina ha confermato l’identità del giornalista ucciso e ha precisato che il secondo reporter è rimasto ferito. Il servizio arabo dell’emittente britannica Bbc spiega che il secondo reporter è belga e lavora per la tv di Bruxelles. Dopo una carriera segnata dai racconti delle guerre degli ultimi dieci anni, dall’Afghanistan al Kosovo, all’Iraq e aver fatto reportage da Haiti e altre zone calde del mondo, Jacquier nel 2011 aveva vinto il premio Ilaria Alpi, grazie al suo reportage dalla città tunisina di Kasserine, dove aveva passato dieci giorni assieme ai giovani ribelli che hanno rovesciato il regime di Ben Alì.

Non è ancora chiara la dinamica dei fatti. Nella città siriana, epicentro da dieci mesi delle proteste contro il regime di Bashar Assad, era in corso una manifestazione. Secondo la tv siriana Duniya, vicina al governo, il corteo – a sostegno del governo – sarebbe stato attaccato da un commando di uomini armati. Oltre ai due giornalisti, altre sette persone sono morte e almeno 25 sono rimaste ferite. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, che è stato tra i primi a lanciare la notizia, ha precisato solo che i due si trovavano nel quartiere di Akrama e che c’è stata un’esplosione. Secondo il sito libanese Naharnet, anche tra i feriti ci sarebbero giornalisti, non è chiaro se occidentali o arabi, che partecipavano a un viaggio organizzato dal governo siriano nelle zone più calde delle proteste degli ultimi mesi. Il ministero dell’informazione di Damasco non ha ancora fornito ulteriori dettagli.

L’inviato del britannico Guardian, Ian Black, racconta sul blog del giornale che i gruppi di giornalisti stranieri a Homs erano due. Lui si trovava sul primo gruppo, che ha lasciato la città appena prima che il corteo iniziasse. Il secondo gruppo, di cui facevano parte i due reporter coinvolti nell’attacco, è rimasto indietro per filmare il corteo. Black spiega che apparentemente il veicolo su cui viaggiava questo secondo gruppo di reporter è stato colpito da un razzo, forse sparato da un Rpg, ma questa è la versione dei fatti che è stata riferita al primo convoglio di giornalisti mentre facevano ritorno a Damasco. È la prima volta, dall’inizio delle proteste contro il governo di Assad, che un giornalista occidentale viene ucciso.

di Joseph Zarlingo

Ecco il video con cui Jacquier ha vinto il premio Alpi

Tunisie: la revolution en marche from Francesco Cavalli on Vimeo.