Il passaggio di consegne tra Berlusconi e Monti

Altro che farsi da parte: Silvio Berlusconi ha annunciato in un audiomessaggio ai Promotori della Libertà, che “resterà in campo per vincere le prossime elezioni”, pur lanciando una “nuova generazione, una nuova classe dirigente, guidata da Angelino Alfano“. La prima parte dell’intervento è dedicata al suo successore alla presidenza del Consiglio Mario Monti, che questa mattina lo aveva citato: “Vorrei chiudere la mia risposta con un frase del mio predecessore. Nella parte finale della conferenza stampa di fine anno – ha ricordato il premier durante l’incontro con i giornalisti – che, io condivido, Berlusconi disse che serviva un bagno di ottimismo perché nella crisi il fattore psicologico è importantissimo ed invitò i giornali a non parlare solo delle cose negative. Io evito di fare inviti ai giornali, ma sono sicuro che lo sforzo che stiamo facendo è una cosa che può giustificare un moderato ottimismo”. Interpretazione di Berlusconi: “Il presidente Monti, citando le mie parole di un anno fa, ha riconosciuto che il fattore psicologico è decisivo nell’economia e che un moderato ottimismo, anche da parte dei mezzi di comunicazione è indispensabile per uscire dalla crisi. Lo ringrazio perchè non ho mai visto un pessimista realizzare qualcosa di buono nella vita”.

Poi passa a un altro argomento entrato nell’agenda quotidiana degli italiani, lo spread. Monti si è presentato in conferenza stampa con un grafico per indicare l’andamento del differenziale tra Btp e Bund, per dimostrare che la salita dello spread di quest’estate “era più allarmante” di quella “frastagliata” avvenuta in periodo recente. Per il presidente del Pdl “la realtà è sotto gli occhi di tutti. Nonostante la manovra, lo spread è tornato a livelli molto elevati. E gli italiani sono fortemente preoccupati per il carico di sacrifici che rischiano di diventare inutili se l’Unione Europea non cambia strategia, puntando non solo sul rigore ma anche sulla crescita e soprattutto se la Banca Europea non diventa garante della moneta unica”. In più, propone di cancellare la “calunnia e la menzogna di chi aveva indicato il nostro governo come l’unica causa dello spread elevato e quindi come unica causa della crisi”.

Sul sostegno al governo Monti, Berlusconi assicura: “Noi abbiamo assicurato il nostro leale sostegno al governo dei professori ma dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza e comportarci come se la campagna elettorale per le elezioni fosse già in corso. Siamo e resteremo il punto politico di attrazione di tutti i cittadini e di tutte le forze che non si riconoscono nella sinistra“. Un segnale lanciato direttamente al partito di Casini, a cui apre le porte e dice: “Lo sa l’Udc, che condivide con noi la stessa visione della società e della persona. E lo sa bene anche la Lega, che è sempre stata un alleato solido e leale”. Il leader del Pdl non rinuncia a ricordare quali sono le riforme che ritiene indispensabili: “Più poteri al Presidente del Consiglio e al consiglio dei ministri, che oggi non ne hanno; il superamento del bicameralismo perfetto, che impone riti inadeguati e tempi impossibili per approvare le leggi; la riduzione del numero dei parlamentari; una nuova legge elettorale con l’introduzione della preferenza – andando così incontro alle richieste degli elettori – ma senza abbandonare il bipolarismo e l’indicazione sulla scheda della coalizione e del premier, altrimenti si tornerebbe indietro di vent’anni, quando i governi duravano in media undici mesi e riuscivano solo ad aumentare a dismisura il debito pubblico che grava oggi sulle nuove generazioni”.