“Buon Natale Camerata”. È questo il titolo del’ardita canzone scelta dall’assessore regionale veneto Massimo Giorgetti (Pdl) per augurare buone feste ad amici e sostenitori tramite il proprio profilo Facebook. Un vecchio motivetto ripescato dalla tradizione e riproposto in versione digitale per la gioia dei nostalgici che non vogliono rinunciare alla tecnologia. Il testo, che non brilla per originalità, è un potpourri della più pomposa retorica fascista, passa da “con la tua camicia nera puoi ancor dire verità” e “la fiamma tricolore vincerà”, fino a “fai rinascere gli eroi”, il tutto montato in un video che a una melodia sdolcinata accompagna immagini di repertorio, con cartoline d’epoca, befane fasciste e balilla in festa. Insomma un inedito ventennio in salsa natalizia.

Il video è stato postato dall’assessore regionale il giorno di Santo Stefano, accompagnato da un commento d’augurio che fa il paio con il testo della canzone: “Ancora buon natale a tutti… In particolare agli amici di tante battaglie che , anche se i tempi sono cambiati, hanno saputo mantenere il filo che ci ha sempre tenuto … Grazie camerati”. E giù una sfilza di “mi piace” (se ne contano 109) e di commenti compiaciuti.

Un gesto apprezzato anche se suonato strano agli ambienti della destra sociale scaligera, da dove ricordano come Giorgetti negli ultimi anni avesse preso le distanze dai temi cari all’ultradestra, dopo un passato di tutto rispetto, con una militanza missina di lungo corso (iscritto al Fronte della gioventù dal 75, è stato segretario provinciale Msi dal 91 al 93).

Non mancano le polemiche da parte di chi ha trovato oltraggioso l’intervento di Giorgetti, politico democraticamente eletto e lautamente ricompensato, che si è abbandonato in maniera così palese ad una nostalgia provocatoria: “Non avete più vent’anni signori – si legge in un commento postato on line -. Non si possono avere dei governanti seri? Dovete crescere e farci crescere, non farci rimpiangere la democrazia cristiana”. E via con critiche e opinioni dello stesso tenore.

Difficile pensare che possa essersi trattato di uno scivolone estemporaneo. Giorgetti non è certo un politico di primo pelo. Eletto per la prima volta nel consiglio regionale veneto nel 1995, ha ricoperto la carica di assessore alle politiche per l’ambiente, poi di nuovo eletto nel 2000 è stato nominato assessore ai lavori pubblici e alla sicurezza, incarico che gli è stato confermato anche nel 2005 e nel 2010, nella giunta guidata dal leghista Luca Zaia. Viene da domandarsi se nel Pdl veneto del dopo Berlusconi sia in corso qualche manovra di riposizionamento, anche e soprattutto in vista degli appuntamenti elettorali della prossima primavera che, guarda caso, vivranno una delle partite più nervose proprio a Verona, dove gli elettori saranno chiamati a scegliere se riconfermare la fiducia al leghista Flavio Tosi.

E il dubbio che dietro agli auguri fascisti ci sia una manovra politica aumentano alla luce delle recenti dimissioni di Massimo Giorgetti dalla carica di coordinatore cittadino del Pdl di Verona. Dimissioni arrivate per la “cessazione, ormai insanabile, del rapporto fiduciario con una parte dei rappresentanti del Pdl all’interno dell’amministrazione comunale”, come ha spiegato all’inizio di dicembre lo stesso Giorgetti.

Ed è sempre lui a chiarire la propria posizione in merito al presunto contrasto con il sindaco Flavio Tosi (che ancora non ha sciolto le riserve sulle alleanze per le amministrative), bollando le voci come: “infondate e pretestuose”, salvo poi spiegare il concetto di lealtà: “è il diritto e dovere di evidenziare ciò che non si condivide al fine di migliorare l’azione politica e amministrativa. Lealtà dovuta agli alleati che non può essere confusa con sudditanza”.

Sulla partita veronese sono insomma in corso grandi manovre anche all’interno del Pdl, che andrà a congresso il 5 febbraio. Per quell’appuntamento, oltre al nome di Massimo Giorgetti (sostenuto dal fratello Alberto, coordinatore regionale) ci sono anche quelli di Davide Bendinelli e Vito Giacino da tenere in considerazione, ciascuno con le rispettive aree di influenza, con i rispettivi mondi di riferimento a cui strizzare l’occhio, magari con una canzoncina a tema.