Una polemica senza fondamento. Il presidente della Cei  Angelo Bagnasco derubrica così il dibattito nato intorno alla possibilità di far pagare l’Imu (imposta munipale unica, l’ex Ici) anche agli immobili non destinati al culto di proprietà del clero. Una querelle inutile perché, secondo il Cardinale, la Chiesa paga regolarmente le tasse. Chi non ci crede vada in edicola a comprare Avvenire e dia un’occhiata ai dati riportati sul quotidiano dei vescovi che mettono “in evidenza la realtà delle cose”. Secondo Bagnasco, “l’operazione trasparenza” lanciata dal foglio diretto da Marco Tarquinio è sufficiente a “spegnere ogni polemica” sui pagamenti che “contrariamente a quanto affermato da alcune parti vengono fatti regolarmente dalle diocesi e dagli enti ecclesiastici”.

Troppo poco per quelle forze politiche che accusano il clero italiano di mascherare da edifici adibiti al culto (e quindi esentati dal pagamento dell’imposta) delle vere e proprie attività commerciali. Come ha dimostrato l’inchiesta video fatta dal segretario dei Radicali Marco Staderini, dietro alcuni edifici religiosi di Milano, si nascondono dei veri e propri alberghi: aperti al pubblico (laici compresi) e con delle tariffe che di caritatevole non hanno proprio niente.

La denuncia di Staderini ha sollevato un vespaio di polemiche e ha provocato la reazione di Avvenire che giovedì scorso ha pubblicato copia dei bollettini pagati da una delle strutture sotto la lente d’ingrandimento del segretario radicale. E lo “scoop” del quotidiano è bastato a Bagnasco per definire il tutto un’inutile polemica. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il cardinale ha ribadito che “la Chiesa paga l’Ici” e chi continua a battere su questo chiodo “è in malafede”. Sì, perché, secondo il capo dei vescovi italiani, attaccare la Chiesa è come “sparare sulla Croce rossa”. Troppo facile, insomma. Poi – concede il presidente della Cei – eventuali casi di elusione fiscale “se provati, devono essere accertati e sanzionati con rigore”.