Alcuni internauti, non senza una buona dose di enfasi, hanno già ribattezzato Groupon il Robin Hood del nuovo millennio con tutte quelle offerte stracciate, la possibilità di accaparrarsi cene in locali da gourmet a prezzi da trattoria e vacanze da sogno al costo di una pensioncina. C’è chi – quel sito che regala a pochi euro giornate da vip – lo venera come un oracolo e chi, forse, comincia a maledirlo. Quanto meno, se si indossa un camice bianco, a guardarlo con sospetto.

Se poi il camice bianco lo si indossa a Bologna, la faccenda – ossia presentare sul celebre sito il proprio studio e garantire prestazioni mediche specialistiche a prezzi più che invitanti – rischia di complicarsi un po’. L’ordine dei medici bolognesi ha infatti deciso di sposare la linea dura, verso quei professionisti che, per attrarre clientela, hanno pensato di ricorrere alla rete e a Groupon per inseguire la cosiddetta sanità low cost.

Quindici medici, giudicati colpevoli di avere lanciato sul web le proprie offerte, sono finiti – richiamati dall’Ordine – davanti alla Commissione disciplinare per una lavata di capo e l’invito a tornare sulla retta via.

“Questa mattina ne abbiamo sentiti sette – ha osservato il presidente dell’Ordine dei medici, Giancarlo Pizza – e l’orientamento della commissione è stato quello di non sanzionare per la prima volta, colleghi magari un po’ distratti. Per chi sarà recidivo – ha aggiunto – l’atteggiamento sarà certamente diverso”.

In pratica, sottolinea, un atteggiamento, “costruttivo” che potrebbe essere seguito anche per gli altri otto medici ascoltati in tarda serata, “perché magari qualcuno è stato tratto in inganno dalla pubblicità”. Uno sbaglio, ad ogni modo, da non ripetere.

“Groupon può fare ciò che vuole – puntualizza Pizza sul  colosso americano da poco quotato a Wall Street – sono i medici che non devono cascarci. L’Ordine deve tutelare i cittadini e la loro salute: non possiamo accettare comportamenti di questo genere”. Che, per altro, potrebbero coinvolgere molti più medici rispetto ai 15 individuati dall’Ordine sino ad ora grazie “alle segnalazioni di altri medici e di pazienti delusi” spesso destinatari di trattamenti “non completi. Stiamo convocando man mano” che emergono novità e nuove segnalazioni, chiosa Pizza: “Da una decina di giorni faccio controllare su Internet, da una segretaria”, la presenza di annunci legati alle prestazioni mediche su Groupon e le eventuali distorsioni.

Negli scorsi mesi, il sito italiano del gruppo statunitense era finito nel mirino dell’Associazione nazionale dei dentisti italiani che aveva chiesto all’antitrust l’avvio di un procedimento nei confronti dell’azienda per presunta pubblicità ingannevole e abuso di posizione dominante.