Prima di tutto un grazie. Al mezzo milione di navigatori che in media ogni giorno visita ilfattoquotidiano.it. E poi un grazie ai lettori emiliano romagnoli che, a cinque mesi dall’inaugurazione (in sordina e in via sperimentale) della prima sezione regionale del sito, vengono sulle nostre pagine sempre più numerosi. Senza nessuna campagna di lancio, senza annunci di sorta, ormai ilfattoquotidiano.it Emilia Romagna supera spesso quota 30mila utenti unici, con punte che a volte sfondano e di molto, la barriera dei 100.000.

Anche per questo oggi pomeriggio alle 18 a Bologna, nella sala Borsa, abbiamo deciso discutere di libertà d’informazione, di cultura, di diritti e di doveri. Con me e Emiliano Liuzzi, il responsabile della sezione che in questo periodo con pochi mezzi, ma molta fantasia e talento, ha saputo costruire una squadra di cronisti destinata a fare molta strada, ci saranno degli amici veri: Lucio Dalla, Maurizio Maggiani, il fotoreporter Roberto Serra, il magistrato, Marco Imperato, oltre a una penna d’eccellenza, come Silvia Truzzi.

Attenzione però. Questa non sarà la celebrazione di un progetto che non sarebbe potuto partire senza la volontà ferrea e la collaborazione del direttore dell’edizione cartacea de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, e dell’amministratore delegato della nostra società, Giorgio Poidomani.

Oggi invece noi proporremo una sfida.

Partendo dall’Emilia Romagna vogliamo dimostrare che anche a livello locale è possibile fare informazione guardando solo alle notizie. Senza scendere a compromessi, senza stringere accordi sotterranei. Da sempre, del resto, pensiamo che i cittadini informati finiscano alla lunga per migliorare le classi dirigenti e, di conseguenza, le nostre comunità. Da tempo ripetiamo la lezione di Luigi Einaudi: “Bisogna conoscere per deliberare“.

E allora eccoci qui a presentare la sezione alla regione, ai lettori, e anche (è giusto dirlo con onestà e chiaramente) agli investitori pubblicitari. Per fare informazione rifiutando la sconcia elemosina dei contributi pubblici, sono infatti necessari fondi. Vanno pagati stipendi, sedi, collaborazioni. Ilfattoquotidiano.it si muove sul web che è, e deve restare, libero e gratuito. Per questo offre i suoi spazi pubblicitari (ma mai la sua anima) a quelle realtà economiche e culturali  della regione che, con onesta e passione, vogliono comunicare le loro attività a una vasta e raziocinante platea di navigatori.

Il nostro sogno è che la sezione Emilia Romagna diventi un’esperienza da replicare, gradualmente, in altre Regioni italiane. Vorremmo che i blogger legati al territorio passassero dalle poche decine alle molte centinaia, in modo da poter mettere ovunque a disposizione uno spazio dove chi ha qualcosa d’interessante da dire lo possa fare, confrontandosi sempre con opinioni diverse. Ci piacerebbe che il giornalismo d’inchiesta e di denuncia diventasse in ogni città d’Italia una costante.

Insomma, siamo nati da poco, ma vogliamo continuare a crescere. E per questo, è una promessa, ce la metteremo tutta.