Roma, il blindato dei carabinieri bruciato dai manifestanti in piazza San Giovanni

Torna libero Leonardo Vecchiolla, lo studente 23enne di Ariano Irpino (Avellino) arrestato un mese fa con l’accusa di “tentato omicidio in danno di militare dell’Arma dei Carabinieri, devastazione e saccheggio, nonché di resistenza pluriaggravata a Pubblici Ufficiali” per aver partecipato all’assalto di un blindato dei carabinieri con un militare a bordo (poi fatto uscire prima che il mezzo andasse a fuoco definitivamente, ndr) durante gli scontri tra manifestanti e polizia il 15 ottobre scorso in piazza San Giovanni a Roma. Il ragazzo era stato fermato il 22 ottobre mentre era in procinto di partire per la Val di Susa, dove era in programma una manifestazione contro la Tav.

A incastrarlo, secondo i magistrati, oltre all’identificazione tramite video e foto, un’intercettazione telefonica in cui Vecchiolla rivendicava l’azione contro il blindato parlando con un pusher abruzzese il cui telefono si trovava sotto controllo proprio per droga: ”Hai visto cosa ho combinato a Roma?”, diceva all’amico.

Il 31 ottobre l’avvocato Sergio Acone, difensore di Leonardo Vecchiolla, aveva annunciato che voler depositare domanda di scarcerazione del suo assistito al tribunale del Riesame all’Aquila. “Sto effettuando indagini parallele e private – spiegava Acone – per dimostrare che il ragazzo non è quel violento che si dice. Su YouTube c’è un video in cui si vede Leonardo decisamente pacifico, a viso scoperto, vicino alla Banca d’Italia – diceva – E in tutti i filmati che ho esaminato mai si vede Leonardo intorno al famoso furgone dei carabinieri incendiato. Quindi, ribadisco, che al momento gli inquirenti hanno solo le intercettazioni”.

Il 3 novembre il gip aveva però reiterato la richiesta di misura cautelare emessa a Chieti nei confronti di Vecchiolla, ma ieri il Riesame a Roma ha accolto il ricorso presentato dal legale Sergio Acone, rimettendo Vecchiolla in libertà senza l’applicazione di nessuna misura cautelare.

L’udienza si è svolta ieri mattina, ma le motivazioni del provvedimento non sono ancora note: “Bisognerà vedere se il Riesame è entrato nel merito o se ha accettato il mio rilievo formale”, ha spiegato Acone.