Lavare i piatti, animare le feste dei più piccoli, montare i mobili dell’Ikea, preparare cenette mentre gli spettatori si godono un po’ di relax sul divano. Nel 2011 chi vuole fare teatro, deve vivere di espedienti, visto che di soldi, dai finanziamenti pubblici, non se ne vedono più. E i costi dei biglietti di certo non bastano per pagare registi, attori, tecnici, ballerini, personale del teatro. Così, l’altra sera, al Teatro Europa di Parma è andato in scena uno spettacolo dai toni decisamente provocatori: gli artisti si sono messi in vendita all’asta.

Ognuno ha messo in campo le proprie qualità: chi sapeva cucinare, chi raccontare favole, chi montare mobili, chi fare massaggi rilassanti a domicilio. Colpo su colpo gli attori si sono venduti ai propri spettatori per realizzare lavoretti domestici, gli unici in grado di garantirgli uno stipendio, e il proseguo della stagione artistica del Teatro Europa. Un’iniziativa provocatoria, ma reale: a fine serata chi si è aggiudicato la prestazione ha dovuto firmare un documento e pagare con il bancomat la prestazione. Il tutto per un incasso totale di circa 1000 euro.

Che sia questo il futuro del teatro in Italia? Al servizio degli spettatori, al 100%, visto che di sola arte non si vive? “La maggior parte delle persone pensa che il nostro non sia un vero lavoro – spiega Lucia Manghi, presidente di Europa Teatri – ma piuttosto una passione, un hobby. Invece l’attività economica legata a chi fa cultura è pari al 5% del Pil, e produce un milione e mezzo di posti di lavoro: il 5,7% dell’occupazione nazionale”. Di certo è che il Ministero, da quest’orecchio è sordo: i dipendenti del Teatro Europa sono tutti a rischio disoccupazione, dai grandi nomi come Franca Tragni, ai meno conosciuti ballerini.

E anche i cittadini, se possono risparmiare sul biglietto, tanto meglio. In tempi di crisi bisogna tagliare il tagliabile. Perché l’arte sembra non interessare più: molto meglio spendere i soldi per una cena, per pedicure e manicure, per una truccatrice a domicilio. Detto, fatto: per 50 euro un ballerino si è offerto di effettuare massaggi a domicilio. Per la preparazione di una cena marocchina da parte di un attore, 60 euro. E per andare al cinema con Ilaria Gerbella, regista di punta del teatro, con tanto di spiegazione del film e della sua regia, altri 60 euro. La notissima Franca Tragni, una delle socie fondatrici di eUROPA tEATRI e battitrice d’asta, si è offerta di andare a cena con uno spettatore vestendo i panni di un proprio personaggio teatrale per 180 euro, mentre per altrettanti soldi farà da animatrice ai compleanni dei bambini.

“Ci dicono che non serviamo a niente – affermano gli artisti durante l’asta – così abbiamo deciso di reinventarci e dimostrare che anche noi possiamo essere utili”. Ovviamente si parla di una svendita artistica, e basata su lavoretti quotidiniani da portare a termine per alleggerire la vita delle persone: di questi tempi, sempre meglio precisarlo, visto che ormai il grosso del denaro degli imprenditori e dei politici italiani pare andare verso altri tipi di ‘svendita’ delle persone.