Riparte la campagna abbonamenti del Fatto Quotidiano. Con un obiettivo dichiarato: superare quota 30 mila sottoscrizioni. E quest’anno, ai risultati già raggiunti nelle edicole, si aggiungono quelli registrati nel web. Usa Famecount, che monitora la popolarità dei siti d’informazione, ha stilato una classifica della “Top Social Network Stars” (i protagonisti sui social network) nella categoria “Worldwide News”, ovvero testate d’informazione nel mondo. E ilfattoquotidiano.it, in poco più di un anno di vita, ha scalato le classifiche sui social network piazzandosi al quarto posto su youtube e undicesimo su facebook. Il canale video del sito del Fatto è alle spalle del network tv americano Cbs (al primo posto), Al Jazeera English e il New York Times. Dietro di noi, le testate più importanti dei cinque continenti: Cnn, Time, Wall Street Journal, Guardian, New Yorker, the Economist, Huffington Post, Fox, Spiegel e via via. Tra le prime quaranta, nessun’altra testata è italiana.

Per stilare la classifica che registra l’impatto – citazioni, rimandi, fan, visualizzazioni – sui social network, vengono considerati fondamentalmente tre parametri: il numero di fan su Facebook, su Twitter e le visualizzazioni sul canale YouTube. Su Facebook, infatti, possiamo contare su 643mila fan, un record per l’Italia e per l’Europa e anche qui prima di giganti come l’Huffington Post, Wall Street Journal, Time. Per quanto riguarda Twitter, invece, il Fatto è al 24esimo posto. Infine Youtube, su cui il nostro canale si piazza al quarto posto. In appena due anni, il Fatto su YouTube ha raccolto con i suoi oltre mille video, 24 milioni di visualizzazioni.

Tra i video di attualità realizzati dai nostri invitati va registrato il successo del racconto senza filtro di pezzi di realtà, dal famoso episodio dell’insulto a Berlusconi – che svetta su tutti – a immagini riportate in anteprima (il La Russa scalciante, il Brunetta de “Siete l’Italia peggiore” al sesto posto) che poi hanno sollevato veri e propri casi politici nazionali. Per tutti i video conta il profilo di chi cerca il Fatto in edicola e online: lettori e spettatori hanno un’età media più bassa rispetto agli altri fruitori dei quotidiani, usano tutti computer e web e non si fidano della tv. Con i social network riescono a rimanere in contatto con i media che si sentono più vicini e a diventare parte della community. Questi sono i risultati. Che oggi trovano un riconoscimento anche a livello globale.

Anche questo, come hanno scritto Antonio Padellaro, Peter Gomez e Marco Travaglio in una lettera ai nostri lettori “è solo merito vostro. Grazie a voi, senza avere alle spalle editori ricchi di capitali e senza doverci prostituire con le banche andando a caccia di prestiti e mutui, siamo riusciti nel nostro intento: quello di avere tra le mani un giornale non ricattabile da nessuno. Né dalla politica, né dalla finanza, né dalla pubblicità. Un quotidiano, cartaceo e online, che non ha alcuna intenzione di smettere di crescere”.