Quel “vi spacco la faccia” pronunciato da Bossi in occasione della festa della zucca di Pecorara (PIacenza) non è andato tanto giù al sindacato unitario dei giornalisti che definisce “inacettabile” il comportamento del leghista in qualità di ministro della Repubblica.

La sera di Ognissanti, infatti, il leader della Lega era nel piacentino con i ministro dell’Economia, Giulo Tremonti, ed il governatore del Piemonte, Roberto Cota, per la tradizionale festa della zucca. Durante il comizio davanti ai militanti leghisti, il Senatur ha duramente attaccato i cronisti, minacciandoli di “spaccarvi la faccia” se avessero scritto di nuovo “stronzate” sulla sua famiglia.

Una minaccia che, come prevedibile, non è stata apprezzata dal sindacato dei giornalisti, l’Fnsi, che ha replicato immediatamente al ministro leghista. “E’ semplicemente inaccettabile che un ministro della Repubblica, nelle occasioni in cui sceglie di esprimersi con le parole anziche’ con i gesti, abbia ormai l’abitudine di insultare e minacciare i giornalisti, senza che questa sua ricorrente istigazione alla violenza susciti adeguata riprovazione”.

“I giornalisti sono tenuti ad esercitare il dovere di cronaca – premette Natale – anche quando investa il loro operato; e devono dar conto anche delle critiche che il loro lavoro può suscitare”. Quindi, osserva: “Se un qualsiasi privato cittadino pronunciasse una frase del genere all’indirizzo di un uomo politico, partirebbe immediato l’allarme sulle degenerazioni che può produrre un clima di contrapposizione violenta”. Si chiede allora il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana: “Perchè a un ministro deve essere invece consentito impunemente un comportamento tanto incivile? Serve forse che i giornalisti arrivino al silenzio-stampa verso Bossi, per evitare di essere insolentiti?”