Un ultimatum all’Europa, affinché agisca per evitare “la catastrofe a catena”: così si è chiuso il G20 a Washington. Da oltreoceano l’invito ai Paesi del vecchio continente arriva unanime: Fondo Monetario Internazionale, Stati Uniti e Brics (Brasile, Russia, India, Cina) sono compatti: il pericolo è il default a cascata, come ha sottolineato il ministro del Tesoro Usa Tim Gheitner, e dunque c’è bisogno di un intervento immediato. Il governatore della Banca Centrale cinese, Zhou Xiaochuan, ha invitato a risolvere la crisi del debito sovrano per “stabilizzare la fiducia sui mercati”.

Su come agire i Paesi europei sembrano invece più disuniti che mai. Per stessa ammissione del ministro Giulio Tremonti, secondo cui ci sarebbero due schieramenti, uno favorevole alla nascita di un ministro del Tesoro Ue e l’altro contrario. L’Europa si è impegnata a realizzare “un’azione collettiva per la ripresa globale” riconoscendo la necessità di “risolvere la risi del debito sovrano ed assicurare la stabilità finanziaria dell’area euro nel suo complesso e dei singoli Stati membri”. Ma quali saranno in concreto le misure anti-crisi è ancora poco chiaro. Quanto all’Italia, Tremonti si è affrettato ad assicurare che ” i nostri conti pubblici sono in sicurezza, il bilancio è talmente solido che si regge in piedi da solo” , che “stiamo meglio degli altri” e che “l’Italia viene vista molto meglio da fuori che dall’Italia stessa”.

Il presidente del Financial Stability Forum e futuro capo della Bce Mario Draghi ha avvertito: ” I mercati sono fragili”, i governi europei devono “rafforzare competitività e bilanci attraverso riforme strutturali da realizzare in tempi stretti”. E ha indicato una possibile strategia, che passa per l’intervento del comitato finanziario dell’Fmi. Al prossimo vertice G20 che sarà presieduto dalla Francia, Draghi presenterà un programma per “gestire i fallimenti delle banche di rilevanza sistemica senza che pesino sui contribuenti”. La debolezza degli istituti di credito del vecchio continente è infatti uno degli aspetti che più preoccupa gli altri interlocutori mondiali, sollevato più volte dal direttore esecutivo dell’Fmi Christine Lagarde. Evitare che le difficoltà delle banche si riflettano sui mercati e portino ad ulteriori pressioni sui contribuenti, creare le condizioni per un maggiore assorbimento delle perdite finanziarie, controlli strettissimi sulle banche a rischio collasso e sulle misure adottate dai singoli governi per evitarlo: questi in sostanza i punti cardine individuati da Mario Draghi.

Ma, al di là delle parole ufficiali, la paura che la situazione precipiti resta fortissima. Gli occhi sono puntati soprattutto sull’apertura della settimana in borsa di domani. Si rischia il panico e  “l’assalto agli sportelli delle banche”, ha detto Gheitner.