Prima il voto in commissione a Palazzo Madama, poi di corsa in taxi verso l’aeroporto di Fiumicino. Angela Maraventano, senatrice della Lega Nord e vicesindaco di Lampedusa, ha fretta di tornare sull’isola. Da quando è scoppiata la rivolta nel Centro di accoglienza in contrada Imbriacola, è inquieta. Il sangue siciliano ribolle sotto la camicia verde. E poi «mia madre mi ha chiamato piangendo”, spiega, “alcuni tunisini hanno tentato di aggredirla. Devono andarsene…».

Senatrice, ci risiamo. A Lampedusa è di nuovo emergenza.
“Era prevedibile perché si tratta di tunisini: è la seconda volta che appiccano il fuoco. Se fossero stati libici non sarebbe successo niente. Si sono rivelati dei delinquenti, sono pericolosi per Lampedusa e per il paese: questi vengono qui solo per fare danno. Devono essere rimpatriati, non sono persone civili”.

La rivolta è dipesa dalle condizioni precarie in cui erano costretti a vivere nel Centro di accoglienza?
“Macché! Sono tutti dei delinquenti e basta. Vi dico pure che sono stata a Tunisi e là stanno benissimo, non hanno nessun problema. L’inferno lo abbiamo noi, non loro. E poi, in passato, abbiamo ospitato migliaia di profughi e non è mai successo niente. Solo con loro ci sono problemi”.

Al di là degli scontri di questi giorni, anche se la permanenza fosse pacifica, il problema immigrazione a Lampedusa resterebbe.
“Con il governo, dopo gli accordi dei giorni scorsi a Tunisi, abbiamo stabilito che saranno rimpatriate cento persone al giorno. Prima, erano solo 60 alla settimana. Il motivo di questa rivolta è che appena sanno del rimpatrio si ribellano. E a dirglielo sono anche le associazioni umanitarie accampate sull’isola e di cui chiederò l’allontanamento, stanno rovinando Lampedusa. Salvaguardano i tunisini, mentre noi moriamo di fame”.

Lei vuole dire che ostacolano la vita dei lampedusani?
“La ostacolano molto, fomentano queste persone contro il governo e contro di noi”.

Le aizzano addirittura contro di voi?
“Sì. Magari non tutte, solo alcune. È da un po’ che sospetto questo comportamento. Loro fomentano la gente perché gli dicono la verità…

Quindi, meglio nascondere la verità…
“Magari sarà giusto dirgli la verità, però non si può fomentare la gente dicendo, ‘se non vi ribellate vi rimpatriano’. Ora la lotta sarà dura contro tutti. Sono arrabbiata. Io sono la prima che ha accolto profughi a Lampedusa, e ora non è che li voglio ammazzare appena arrivano. Ma questi tunisini non sono degni. E i minori sono peggio degli adulti, vogliono essere lasciati liberi a dieci anni. Certo, gestire gli adulti è più difficile. Il problema è che le nostre forze dell’ordine, ultimamente, stanno facendo solo vigilanza di protezione civile…

Cioè non hanno fatto il possibile?
“Sì, ma non sono stati duri come vorrei. Le motovedette hanno fatto servizio di protezione civile, non hanno mai fatto servizio militare… Noi gli andiamo a salvare il culo in mare, e poi ci ringraziano appiccando il fuoco. Devono capire che sono ospiti a casa nostra. Abbiamo fatto un progetto bellissimo accogliendoli in tutta Italia”.

Lei dice che il governo ha un piano per fronteggiare il problema, eppure il sindaco De Rubeis ha detto di essere stato lasciato solo.
“Ognuno si prende le responsabilità di quello che dice, io sono il vice sindaco e lui è il sindaco. Come vice posso dire che c’è stata una programmazione seria. E poi ho parlato con lui (De Rubeis, ndr) e dice che ce l’ha con i tunisini, non con il governo”.

Allora il governo sta operando bene?
“Certo”.

Nei mesi scorsi, è nato il sospetto che la Lega abbia approfittato dell’emergenza per motivi politici.
“Non è vero. Io sono una leghista, approvo tutto quello che dice la Lega, penso che i tunisini non possano rimanere nel nostro territorio. I delinquenti devono tornare a casa loro”.

Onorevole, a Lampedusa non rischia di essere mal voluta, vista l’insofferenza diffusa?
“Io posso camminare a testa alta, non ho mai tradito la mia gente, ho solo seguito un progetto preciso e cioè combattere l’immigrazione clandestina”.

Sa che è nato un comitato di commercianti guidato da alcune associazioni di consumatori, pronto a chiedere il risarcimento dei danni economici e morali causati da questi lunghi mesi di emergenza?
“Certo! È giusto, dobbiamo essere risarciti per i danni subiti”.

Sì, ma chi aderisce punta il dito contro la cattiva gestione da parte del governo.
“A fine stagione tireremo le somme e chiederemo al governo altri aiuti, oltre a quello che già ha fatto, cioè sospendere le tasse e i mutui. Anch’io ho un’attività a Lampedusa. Ma sono una persona onesta che non vuole approfittare del fenomeno”.

Quindi c’è qualcuno che vuole approfittare dell’emergenza per fare soldi?
“No, dico solo che il governo si è messo a disposizione con delle agevolazioni fiscali, ma se alla fine della stagione avremo altre perdite economiche, chiederemo i danni”.

Lei dice “chiederemo”, quindi anche lei chiederà i danni?
“Certo! Sarò io la prima a chiederli. Ho un’attività con otto persone che lavorano per me, do da mangiare a otto famiglie di Lampedusa”.

Non è contraddittorio sostenere in pieno l’azione di governo e poi però chiedere il risarcimento al governo stesso?
“No, perché il governo ha fatto l’impossibile per contrastare questo fenomeno. Per ora, sta facendo bene. Se domani farà male chiederò i danni e appoggerò il comitato. Fino a oggi però sono soddisfatta. Poi conoscendo qualcuno del comitato… non mi faccia andare oltre”.

La zona franca nascerà?
“È solo quella che ci può fare crescere. Le assicuro che Lampedusa non pagherà mai più tasse. Dobbiamo essere premiati per quello che abbiamo fatto”.

Magari avrete la zona franca, la gente non pagherà le tasse, ma se Lampedusa continuerà ad avere 300 nuovi immigrati al giorno, il problema resterà irrisolto.
“Spero che il nostro governo faccia accordi seri per i respingimenti. E basta”.

Nascerà anche il campo da golf promesso da Berlusconi?
“La proposta di fare campo da golf e casinò l’ho fatta vent’anni fa. Lampedusa è un’isola stupenda, è patrimonio di tutti, perché non farli? Prima, però, ci sono problemi più importanti da risolvere”.