L’articolo 18, perno fondamentale per la tutela dei lavoratori dal licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo, è, secondo Maurizio Sacconi, un “freno irrefrenabile alla propensione all’assunzione”. Così il ministro del welfare si è espresso durante il tavolo per lo sviluppo al Tesoro. Il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, presente alla riunione, ha detto che “il ‘numeretto” (cioè l’articolo 18) citato da Sacconi “può fare parte di un piano di emergenza”. Poi ha aggiunto che “la situazione nel nostro Paese è paradossale: è facile licenziare 100 persone, ma impossibile licenziarne una”.

Poco dopo dal portavoce del titolare del Lavoro è arrivata una precisazione: “a scanso di equivoci, il Ministro ha voluto solo spiegare le buone ragioni dell’articolo 8 della manovra già approvata”. La norma cui si fa riferimento è quella che, di fatto, detrmina una deroga all’articolo 18 dello Statuto facendo prevalere gli accordi contenuti nella contrattazione aziendale rispetto a quelli nazionali.

Non si tratta, del resto, della prima boutade di Sacconi, il quale, solo qualche giorno fa, ospite in un convegno al Centro Studi di Confindustria, aveva fatto un’altra gaffe, dichiarando che l’esito del referendum sull’acqua non è definitivo.  “Mi auguro che troveremo il modo per mettere in discussione il referendum”, aveva detto, candidamente, i ministro del Lavoro. Parole che avevano subito scatenato una forte da parte dei comitato referendario e in generale nel mondo del web.

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