Milano – Sono usciti verso le tredici i quattro dell’Unione sindacati di base che per quasi due ore hanno occupato alcune stanze al quarto piano della sede della Borsa di Milano. Con loro anche un giovane del Cantiere, il centro sociale che per tutta la mattinata ha animato la piazza esibendo striscioni contro il governo e la sua manovra. “La crisi viene da palazzi come questo”, ha spiegato il segretario provinciale USB Riccardo Germani una volta lasciato l’edificio. I manifestanti hanno dichiarato che il presidio andrà avanti per tutta la notte, in attesa dello sciopero di domani 6 settembre indetto dalla Cgil. “Ma Susanna Camusso non doveva firmare l’accordo del 28 giugno”, attacca Gianfranco Bignamini, responsabile nazionale USB, “è grazie a quell’accordo che oggi la manovra seppellisce l’articolo 18”. Nel primo pomeriggio anche qualche momento di tensione, quando le forse di polizia hanno cercato di spostare le tende portate in piazza dai manifestanti. “Un paio di noi si sono fatti male”, spiega Elena del Cantiere, “abbiamo chiamato un’ambulanza, ma per fortuna niente di grave”. E questa sera, dalle diciotto, di fronte alla Borsa sarà il turno di Fiom e del Popolo viola  di Franz Baraggino