Avete scritto “un concentrato di ignoranza e stupidità”. Roberto Formigoni si scaglia senza mezzi termini contro Il Giornale colpevole di aver suggerito ai governatori di far fronte ai tagli della manovra vendendo “i loro gioielli”, cominciando dal grattacielo Pirelli. A corredo dell’articolo, il quotidiano di casa Berlusconi ha pubblicato i ritratti di Formigoni, di Renata Polverini e di Gianni Alemanno. I tre esponenti del Pdl hanno reagito con l’aplomb che vige in via dell’Umiltà e, in una nota congiunta, hanno definito “messaggi dal sapore ricattatorio” quanto scritto dal Giornale. Il direttore Alessandro Sallusti non si è fatto pregare. E ha ribattuto: “Toni da bulli di periferia”.

Un duro scontro verbale che è proseguito per tutto il giorno e che conferma, per l’ennesima volta, il nervosismo e le tensioni che ci sono nel partito di maggioranza ormai in stato confusionale. Il più irritato è apparso Formigoni. Oltre al comitato congiunto, il governatore lombardo si è scagliato contro il quotidiano di via Negri durante un’intervista a Radio24. Gli articolo sono “un concentrato di ignoranza e stupidità che hanno anche delle firme, del direttore dell’illustre giornale e che si chiama Alessandro Sallusti, non nuovo a cadute di questo tipo”, ha detto. Lo stesso Sallusti, ricorda Formigoni durante l’intervista “consigliò ai milanesi di votare Lassini due giorni prima che Berlusconi lo mettesse fuori dalla lista”.

Mentre nel comunicato Formigoni, Polverini e Alemanno hanno scritto: “Sbaglia di grosso chi, tra giornalisti, direttori e loro eventuali suggeritori si illude di fermare con messaggi dal sapore ricattatorio la nostra giusta azione a difesa dei cittadini”. Immediata la risposta di Sallusti: “Ecco chi ha suggerito l’articolo”, ha scritto sul sito internet. “A parte il tono minaccioso da bulli di periferia del comunicato, siamo disposti a svelare chi ci ha suggerito l’articolo contestato. Il primo è stato Roberto Formigoni, che l’altra sera ospite su La7 ha concionato contro il governo con toni che neppure la Camusso ha mai usato. La seconda è Renata Polverini, che è andata oltre, concedendo a L’Unità una intervista delirante che la sinistra ha incorniciato a futura memoria. Il terzo è Gianni Alemanno, che tutti i giorni presta la sua faccia ai colleghi di sinistra che vogliono solo fare cadere Berlusconi. Il quarto sono i nostri lettori, che ci hanno sommerso di lettere di sconcerto per le performance dei tre suddetti amministratori. I quali farebbero bene a concentrarsi per far dimagrire la loro casta, quella degli enti locali, che non è meno costosa, sfarzosa e spesso inefficace di quella dei parlamentari”.