Il nuovo Palazzo dei congressi di Rimini esce dal tunnel.  Il Palas di via della Fiera, un’opera pressoché unica in Italia e costata complessivamente oltre 110 milioni di euro, avrebbe dovuto inaugurare un anno fa, ma è stata bloccata da una perizia della Procura per problemi di sicurezza e stabilità (a inizio giugno si è chiusa l’inchiesta del pm Irene Lilliu con nove indagati per violazione delle norme antisismiche). Con riferimento all’ “astronave” riminese dei congressi, dalla primavera del 2010 a oggi, non si è parlato che di esposti (a firma del parlamentare romagnolo della Lega Nord, Gian Luca Pini, e del candidato sindaco Pdl-Lega alle ultime comunali di Rimini, Gioenzo Renzi, che ha scritto alla Corte dei Conti) e querele (tra Pini e il consigliere berlusconiano della Fiera Gianni Piacenti). Il danno economico in termini di mancati ricavi per l’indotto a seguito della non apertura è stato stimato da uno studio dell’Università di Bologna pari ad oltre 12 milioni di euro.

Ebbene, ora ci siamo. La Società del Palazzo dei Congressi, del gruppo Rimini Fiera, comunica infatti che “la cerimonia di inaugurazione del nuovo Palacongressi di Rimini avverrà nella giornata di sabato 15 ottobre”, fissando a “domenica 16 l’apertura alla città con il coinvolgimento dell’intero territorio”. Per ora nessun appuntamento congressuale è stato fissato: dalla società fanno sapere che “è ancora presto, sul cartellone stiamo tuttora lavorando”.

Ad essere pignoli, si registra un nuovo ritardo. Ad inizio estate, infatti, il presidente della Fiera Lorenzo Cagnoni aveva ipotizzato un Palas già aperto “entro luglio”, con la cerimonia di inaugurazione fissata in “settembre”. Inaugurazione a cui, questo da oggi è certo, sono stati invitati il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e il governatore Vasco Errani. Nei mesi scorsi si era parlato di ben altri ‘big’, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al premier Silvio Berlusconi, ma, viste come si erano le messe le cose, oggi nessuno si formalizza.

Come emerso durante le scorse settimane, ciò che conta è che gli ultimi adempimenti formali per risolvere la grana Palas siano stati archiviati. “Dopo aver ritirato, a fine luglio, il certificato di conformità sismica, in agosto s’è svolta la visita e la relativa autorizzazione da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza per il Pubblico Spettacolo, seguita dall’ottenimento del certificato di agibilità emesso dal Comune di Rimini”, precisa la società della Fiera riminese. Dunque, si conclude l’opera di “costruzione” e di “definitiva disponibilità” della “più grande struttura congressuale italiana costruita ex novo”, viene rimarcato in una nota.

Il presidente della Fiera riminese, Lorenzo Cagnoni, dopo innumerevoli annunci a vuoto non può nascondere la propria soddisfazione: “Sappiamo tutti quanti ostacoli siano stati affrontati e superati per il raggiungimento di questo momento, ma oggi vincono la soddisfazione e l’orgoglio. Ora stiamo lavorando ad un’inaugurazione che- sottolinea il presidente- vorremmo fosse una grande festa per la nostra gente, momento di coesione intorno ad un’opera straordinariamente bella, nata al centro del progetto di riqualificazione di un’area importante della città, simbolo del desiderio di ripartire verso nuovi traguardi comuni”. Anche sui dettagli della festa, al momento poche indiscrezioni.

L’anno scorso l’inaugurazione era stata fissata prima all’11 settembre, poi al 25: Antonella Ruggiero venne chiamata come artista di punta, affiancata da uno spettacolo gratuito con tanto di esibizione di artisti circensi incaricati di dar vita ad un vero e proprio gala du cirque. Per uno show intitolato ‘Stralunato recital’, oltre alla Ruggiero erano stati ingaggiati i musicisti dell’Arkè String Quartet (Carlo Cantini violino e Valentino Corvino al violino, Sandro di Paolo alla viola, Enrico Guerzoni al violoncello, Mark Harris al pianoforte e Ivan Ciccarelli alle percussioni). Il gran finale era stato risolto con i fuochi d’artificio. Tutto saltato, ma è acqua passata.

Quest’anno l’evento potrebbe conoscere un’impostazione analoga. In ogni caso, il programma dettagliato dell’inaugurazione sarà reso noto nelle prossime settimane e “coinvolgerà pienamente i cittadini”, precisa la Società del Palazzo dei Congressi definendoli “beneficiari di quella che si presenta come una struttura fondamentale per proiettare definitivamente la provincia di Rimini nell’elite delle destinazioni congressuali internazionali”.
Ma chi pagherà i danni diretti dei ritardi che ci sono stati? Stando alle rassicurazioni di Cagnoni, sarà la ditta Cofely, quella che avrebbe dovuto consegnare l’opera chiavi in mano nei tempi prestabiliti. Insomma, si apriranno nuovi contenziosi. Eh sì che per garantire la stabilità della “astronave” a suo tempo era sceso a Rimini il maxi responsabile del collaudo, l’illustre Antonio Migliacci: “Le staffe dei pilastri del palazzo sono inutili e non necessarie- aveva dichiarato l’ingegnere con riferimento ai rilievi specifici della Procura- perché non hanno alcuna funzione sulla sicurezza della struttura, collaudata e pienamente agibile”.