Gli eurobond scaldano gli animi a Bruxelles. Il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha preannunciato una proposta dell’Ue: “La Commissione si è offerta di presentare un report al Parlamento europeo e al Consiglio per mettere a punto un sistema di emissioni comuni per i titoli di Stato europei”, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel ribadisce seccamente: “Noi non li vogliamo”. I Paesi con il massimo rating vedono infatti con sospetto la garanzia di denaro facile e a basso costo offerta dagli E – bond, mentre i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), guardano al debito comune come a una speranza contro gli attacchi della speculazione internazionale, e una salvezza dall’aumento degli spread. Sul fronte del no anche il componente del board della Banca Centrale Europea Jurgen Stark: “Gli Eurobond – dice – sono stati dipinti come una panacea per emergere dalla crisi, ma allo stato attuale curerebbero i sintomi, non la causa”.

Dopo la giornata nerissima di ieri e il tonfo di Wall Street, i timori della recessione si fanno sentire ancora. E l’Europa continua a bruciare milioni di capitalizzazioni in borsa. Le principali piazze del Vecchio Continente, in rosso fin dall’apertura, chiudono in perdita. E l’indice Ftse Mib, a fine seduta, segna un -2,46% a 14.602 punti, che consegna a Piazza Affari la maglia nera d’Europa: a Milano persi virtualmente 7,3 miliardi. Alle paure di una nuova recessione globale e ai problemi creditizi del vecchio continente, si è aggiunto oggi il taglio sulle stima di crescita degli Stati Uniti da parte di Jp Morgan. Mentre non serve il rimbalzo tentato da Wall Street, dopo l’apertura in negativo a -0,89%. Per l’Europa è un altro giorno pesante, ma un verdetto negativo è arrivato anche dall’Asia, dove le borse hanno chiuso in forte calo. E vista la burrasca sui mercati finanziari, il prezzo dell’oro, considerato un bene rifugio, continua a salire e fa registrare un nuovo record.

Male Unicredit e Intesa, ancora giù Fiat – A Milano crollano Unicredit, che cala del 5,81% e Intesa a -5,35%. Pesante anche Ubi (-4,29%). Balzo controtendenza invece per Bpm (+3,20%), tiene Mediobanca. Bene gli altri finanziari con Fonsai +2,57% e Generali +0,77%. Sempre nel mirino Fiat (-4,30%), che sconta il rischio recessione per il mercato dell’auto ma anche i dati poco confortanti sulle vendite negli Usa e in Brasile. Fiat Industrial fa peggio a -6,40%, di riflesso Pirelli cede il 2,61%; Exor a -3,72%. In luce Finmeccanica (+2,79%). Giornata no per Telecom, a -3,37%. Nell’energia spicca il +1,49% di Terna, si difende Enel Green Power (-0,20%) che vince una gara nell’eolico in Brasile. Giù Eni (-2,50%), Enel (-2,16%) e Saipem (-2,60%). Nel lusso tiene Bulgari, male Tod’s (-6,36%) e Geox (-3,84%), profondo ripiegamento anche per Ferragamo (-5,88%) che scende sotto la soglia dei 10 euro del collocamento.

Borse europee in rosso – Le Borse europee chiudono la settimana con un’altra giornata difficile: l’indice Stxe 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l’1,57%, che equivale a 94 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: Londra -1,01%, Parigi -1,92%, Francoforte -2,19%, Madrid -2,11%.

Sprofondano le piazze asiatiche – Franano gli indici anche in Asia. Il mercato teme per la ripresa degli Stati Uniti e che la crisi del debito in Europa si diffonda. Intanto i futures sugli indici europei e americani sono in ribasso. L’indice di riferimento della regione Asia Pacific Index perde il 3,2 per cento. “C’è una totale mancanza di fiducia nella capacità dei responsabili politici di disinnescare la situazione”, commenta un gestore. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico: Tokyo -2,51%, Hong Kong -3,08%, Shanghai -0,98%, Taiwan -3,57%, Seul -6,22%, Sidney -3,51%, Mumbai -1,99%, Bangkok -1,53%, Giakarta -2,76% .

Jp Morgan taglia stima crescita Usa: “Rischi elevati di recessione” – Jp Morgan ha tagliato le stime dicrescita degli Stati Uniti, parlando di “rischi elevati di recessione”. Secondo gli analisti della banca d’affari, le previsioni per il terzo trimestre sono solo “appena più accomodanti” rispetto alle precedenti, mentre peggio andrà nei trimestri a seguire. Negli ultimi tre mesi dell’anno il pil Usa crescerà infatti dell’1% (contro il +2,5% finora stimato), mentre tra gennaio e marzo 2012 la crescita si limiterà a +0,5% (contro il +1,5% previsto). “Il calo dei prezzi energetici dovrebbe aiutare ad arginare alcune debolezze dell’economia e i livelli di spesa ancora bassi dovrebbero aiutare a ridurre le chance di un trimestre negativo. Tuttavia – scrive Jp Morgan – i rischi di una recessione sono evidentemente elevati”.

Spread Btp-Bund stabile sotto i 290 punti – Il differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e i bund tedeschi è stabile rispetto ai massimi di questa mattina (293 punti). Al momento è sceso a 285 punti. A favorire il calo sono le voci di acquisto di titoli di stato italiani sul mercato secondario da parte della Bce. Scendono anche gli spread sui titoli di stato spagnoli a 287 punti (in mattinata hanno segnato un massimo a 294 punti). In lieve aumento gli spread sui decennali francesi a 68 punti.

Record per l’oro – Tocca nuovi record il prezzo dell’oro. Il metallo giallo sulla piazza di Londra è svettato a 1.871,50 dollari l’oncia, sotto il peso dei timori di recessione economica negli Usa e in Europa che spingono gli investitori verso i beni-rifugio. A New York va sopra i 1.880 dollari l’oncia.