Nessuna pace per Bossi e Calderoli. Ieri costretti a cancellare un comizio per timore delle annunciate proteste leghiste, oggi alle prese con uno striscione che invoca la riforma elettorale apparso nella notte davanti all’albergo in cui soggiornano: “Scegliamoli noi”. A metterlo Luca de Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore. Uomo del Pdl alla guida di una giunta che rispecchia la maggioranza nazionale, a forte trazione leghista.

Quelli che solitamente sono giorni di vacanza per i due ministri, che vengono fin quassù per festeggiare il 18 agosto il compleanno dell’amico Giulio Tremonti, quest’anno sono scanditi da polemiche, contestazioni e proteste. Tanto che sono costretti quasi a nascondersi. E stasera, la cena di compleanno che da sempre si svolge all’hotel Ferrovia del Gino Mondin, potrebbe spostarsi a Lorenzago, un paese a pochi chilometri di distanza dove il titolare dell’economia ha una casa e trascorre le vacanze estive. Cambiare ristorante è un tentativo di sfuggire non solo ai giornalisti ma anche agli esponenti del Pd locale che hanno organizzato una manifestazione di protesta proprio davanti all’hotel Ferrovia per fine pomeriggio.

E anche ai referendari, qui numerosi e decisamente arrabbiati, che vogliono trasferire il territorio della provincia di Belluno in Alto Adige. Poi ci sono i leghisti della prima ora, veneti che non hanno mai digerito completamente l’unione tra le leghe Veneta e Lombarda, e sono più che guardinghi rispetto ai ministri dell’altra regione. Vecchi attriti. A cui si aggiunge la delusione per la manovra che a colpi di accetta abbatte gli ultimi fondi disponibili per il turismo. Insomma, per Bossi e compagnia non tira una bella aria. E la serata si annuncia piuttosto complicata. Così Tremonti, nel tentativo di mostrare una quiete apparente, poco dopo le 15 ha raggiunto l’hotel Ferrovia per incontrare i due amici leghisti. Si è fermato quasi due ore con Calderoli, mentre Bossi ha lasciato l’improvvisato vertice dopo meno di un’ora per andare a riposarsi in camera. Una regola ferrea, vista la condizione fisica del senatùr. Rispettata anche l’altra regola: il silenzio di Tremonti. Nonostante Piazza Affari sia crollata a meno sei, bruciando altri pezzi di economia, il ministro non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Ieri era stata la volta del presidente della Provincia di Belluno, della protesta leghista che ha costretto a cancellare l’incontro pubblico in piazza. Oggi, dopo la solita nottata trascorsa con Bossi tra sigari toscani e gin tonic vari, il mattino ha portato con sè il manifesto “scegliamoli noi”. Promotore dell’iniziativa il sindaco della cittadina dolomitica, che lo ha fatto affiggere. “Questo striscione simboleggia una richiesta, che se possibile inoltrerò anche personalmente ai ministri ospiti al Ferrovia. Dobbiamo fare riappropriare la gente della propria potestà decisionale, di quella sovranità che ha espresso ad alta voce in occasione degli ultimi referendum”, ha spiegato de Carlo . “Noi non vogliamo polemiche né provocazioni la nostra è solo una richiesta costruttiva, a nome dei cittadini e dei loro rappresentanti in Comune”.

In una sorta di pellegrinaggio delle proteste, al Ferrovia, dopo de Carlo è arrivato Franco Debortoli, presidente di Confcommercio Belluno. “La manovra varata dal governo ha avuto un effetto indiscutibile: l’aver fatto capire a quanti non ne fossero stati ancora consapevoli o a quanti si ostinassero a dire va tutto bene che la situazione ha raggiunto un grado di criticità tale da non concedere sconti”. Ora “bisogna stare molto attenti che, a furia di tagliare, non si finisca per recidere anche le radici della pianta, così da impedirgli di alimentarsi e provocandone la morte per inedia”.

Il primo ministro a farsi vedere è stato Calderoli, che ha liquidato le proteste scaldandosi per le domande dei giornalisti. Prendendosela anche con de Carlo: “Prenda i voti per essere eletto in parlamento e poi potrà parlare di riforma elettorale”. Insomma, neanche in Cadore tira una bella aria. Per correre ai ripari e azzittire le polemiche intorno alla cena di compleanno con Tremonti (che secondo alcuni sarebbe potuta addirittura saltare e quindi lasciando intendere che tra il ministro dell’economia e il senatùr ci sarebbero ancora degli attriti) il titolare di via XX Settembre si è presentato all’hotel Ferrovia per incontrare Bossi e Calderoli. Accolto dal leader del Carroccio in canottiera bianca. La stessa con cui si affacciava dal balconcino della stanza (la prima volta in Sardegna nel 1994) per salutare i sostenitori. Ma i tempi son cambiati, ad affacciarsi oggi, anche qua nel Cadore, si rischia di beccare degli insulti. L’albergo è sulla strada e da ieri frequentemente dalle macchine che passano arrivano diversi epiteti. Molti dei quali non riportabili.