“L’Italia gioca al teatrino della politica sull’orlo del precipizio”, titolava mercoledì scorso la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), il più autorevole quotidiano tedesco, riferendosi alle scaramucce tra Berlusconi e Tremonti. Due attori che non avrebbero pensato agli “effetti delle loro performance sugli altri paesi dell’area Euro e soprattutto sui mercati finanziari”, contribuendo ad “alimentare le speculazioni sull’Italia”. Più che attori i politici italiani sarebbero però ormai delle “marionette” manovrate da Francia e Germania. Lo sostiene oggi il quotidiano liberale austriaco Der Standard: “il governo di Silvio Berlusconi non è più capace di agire”, scrive Thesy Kness-Bastaroli in un editoriale sulla crisi. “Venerdì, nel giro di poche ore, il primo ministro italiano e Giulio Tremonti hanno sostenuto esattamente il contrario di quello che avevano predicato nei giorni precedenti”. All’improvviso tutto è cambiato. La crisi, che fino a venerdì pomeriggio era “colpa dei mercati”, verso sera diventa una minaccia che “potrebbe portare al crollo dell’Italia”.

“Non è chiaro se le contromisure proposte dal governo basteranno a salvare il paese”, continua Kness-Bastaroli. “L’unica cosa certa è che ora l’Unione Europea, la BCE e anche la Germania reggono ormai le fila (della politica economica italiana, ndr). Berlusconi è diventato una marionetta nelle mani di decisori stranieri”. Per L’Italia, sempre per Der Standard, si tratta di un “declassamento politico”, perché “in futuro le decisioni sulla crisi italiana saranno prese sempre più spesso a Bruxelles o a Berlino piuttosto che a Roma”.

Sotto attacco finisce oggi anche il governatore della Banca d’Italia e futuro presidente della Bce Mario Draghi. Il quotidiano economico tedesco Handelsblatt gli dedica la rubrica “Pinocchio del giorno”, riservata alle dichiarazioni mendaci di politici ed esponenti del mondo economico. Draghi, solitamente coccolato dal giornale di Francoforte, viene preso di mira per aver detto, il 15 febbraio scorso (in un’intervista alla Faz) che “l’Italia non è un paese a rischio finanziario”. “Il nostro paese non rischia gli effetti disastrosi della crisi economica globale e vi sono diversi motivi alla base di questo ragionamento”, aveva dichiarato Draghi. “L’indebitamento delle famiglie e delle imprese italiane è tra i più bassi del vecchio continente: un fattore che dovrebbe incoraggiare ad essere più ottimisti”.

Oggi l’ottimismo si è esaurito. Di fronte all’attacco dei mercati, l’unica via d’uscita sembra essere la rapida approvazione di misure drastiche per ridurre il debito e rilanciare la crescita economica. “E’ vero che non ci si potevano aspettare da Draghi dichiarazioni negative sull’Italia che avrebbero potuto generare allarme nei mercati”, scrive Handelsblatt, nella sua rubrica. “Ma il governatore della Banca d’Italia avrebbe fatto bene a tacere. Perché sono i mercati che decidono se un paese è o meno a rischio, non i governatori delle banche centrali”.

Ai commenti dei giornali iniziano ad aggiungersi oggi anche le dichiarazioni dei politici tedeschi. Il primo ad uscire allo scoperto è Rainer Brüderle, capogruppo dell’FDP (Partito Liberale Tedesco, alleato di governo della Merkel), con un’intervista al quotidiano scandalistico tedesco Bild Zeitung, il giornale più venduto in Europa. “Ora dobbiamo salvare anche l’Italia signor Brüderle?”, gli chiede la Bild. “No. L’Italia non è la Grecia. La struttura economica del paese è chiaramente più stabile e competitiva di quella greca”, risponde Brüderle. “L’Italia ce la può fare con le proprie forze”. Tradotto dal politichese, come si affrettano a fare la Süddeutsche Zeitung e Reuters, questo significa una sola cosa: Brüderle, almeno a parole, è contrario agli aiuti europei all’Italia. E i liberali tedeschi potrebbero decidere di ostacolare il lancio del salvagente finanziario da parte del governo Merkel.