I sostenitori di Vignali parlano di centinaia di firme raccolte per incitare il sindaco di Parma a non mollare. Ma il sito ‘petizionionline’ promosso dagli stessi ‘Vignali boys’ parla chiaro: 55 firme raccolte, di cui una piccola percentuale verificata, e un gruppo Facebook aperto da quasi tutti dipendenti o stagisti comunali.

Ma a far andare su tutte le furie l’opposizione, fino al punto di arrivare a un esposto in Procura, è il fatto che la petizione pro sindaco abbia iniziato a girare non solo in quasi tutti i locali della movida di via Farini, ma anche tra gli uffici comunali. Di qualche giorno fa l’episodio in cui la petizione è stata trovata allo sportello dell’Albo pretorio, rendendo così uno sportello pubblico politicizzato.

Una situazione che non è piaciuta a Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che ha immediatamente presentato un esposto in Procura della Repubblica, chiedendo che venga accertato che non sussista il reato di peculato: “Mi ritengo profondamente indignato come cittadino nel vedere questo continuo uso ‘ad personam’ della Cosa pubblica. E anche come consigliere: questa situazione di caos e anarchia, oltre che di mancanza di rispetto per le istituzioni, sta facendo perdere il senso delle istituzioni pubbliche stesse e non si ha più un limite”.

Poco importa se l’amministrazione ha giustificato l’episodio della raccolta firme all’albo pretorio come “un’iniziativa privata di una dipendente comunale, che non ha  ricevuto istruzioni da nessuno e non ha chiesto il permesso a nessuno”. Questa campagna di raccolta firme, che sembra quantomai forzata e ‘ordinata’ visto che a firmarla sono gli esponenti del Pdl (unico partito che ancora sostiene Vignali), i guru della vita notturna parmigiana e i dipendenti comunali, quasi esclusivamente quelli precari e senza contratti regolari.

Se qualche reato è stato compiuto, ora, lo accerterà la magistratura. Quello che è certo è che le firme raccolte a sostegno di Pietro Vignali, nonostante gli sforzi di tutti, sono ancora davvero poche. Se si pensa che le proteste sotto i portici del grano, i comitati cittadini e chi chiede le sue dimissioni, invece, sono arrivati a contare migliaia di persone, organizzando manifestazioni, fiaccolate e costituendo anche il comitato chiamato ‘La Piazza’.

Giulio Colla