Un dettaglio della devastazione del palazzo del governo

“Novembre 2010, addestramento al tiro, necessario per ottenere la licenza per la Glock”. “Dicembre, iniziato ciclo di steroidi, mai stato in forma come adesso, sono passato da 86 a 93 chili e ho incrementato la mia forza. Servirà”. Gennaio 2011: “Acquistati 550 dollari di munizioni da un piccolo distributore americano che a sua volta si rifornisce da un altro rivenditore”. Sono alcune delle pagine agghiaccianti di Anders Behring Breivik che ricostruiscono mese per mese, e poi persino giorno per giorno tutte le fasi di preparazione della strage compiuta venerdì. E proprio a venerdì, alle 12.51, si ferma il diario: “Questa è la mia ultima entry, cordiali saluti”.

In mezzo alle 1500 pagine, tra deliri nazionalisti copiati da Unabomber – come riferiscono oggi i media norvegesi – ci sono mesi di qualcosa che definire follia sarebbe riduttivo: studi per estrarre l’acido acetilsalicilico dalle aspirine e farne un acceleratore della combustione, la raffinazione dei fertilizzanti per l’esplosivo, l’accumulazione del materiale “sufficiente per 20 bombe”. Anche gli intoppi, tutto è annotato pedissequamente. “Fallimenti logistici: devo ripensare la questione del silenziatore, l’importatore che avevo contattato ha cancellato tutti gli ordini privati. Non vorrei surriscaldare l’arma, forse devo pensare ad una baionetta. ‘Marxisti infilzati’ diventerebbe un marchio”.

Tra un passaggio e l’altro il tempo di apprezzare i suoi progressi nella società massonica, i commenti sulla politica estera, le riflessioni sulla sua sopravvivenza economica e soprattutto quella del progetto. Cui torna rapidamente: “Devo pensare ad una strategia di fuga, non più di dieci minuti, con kit di sopravvivenza, armi, munizioni”. “Vicino alla fattoria c’è la più grande base militare norvegese. Sarebbe stato molto più pratico andare a chiedere in prestito un po’ di C4”.

Il finale è un crescendo: gli ultimi 82 giorni di preparazione sono raccontati ad uno ad uno. Perché, dice Breivik, “se avessi saputo prima quel che so oggi, ci avrei messo 30 giorni e non ottanta”. Seguendo la guida, scrive, “chiunque può preparare una operazione spettacolare”.

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