E’ un gruppo formato da professionisti del web nato per regolamentare il wifi e creare una rete senza fili nazionale, dove ogni cittadino digitale sarà identificato da una sola login e password “dalla culla alla tomba”. I Green Geek, i volontari 2.0 che si battono per la diffusione di hot spot gratuiti, hanno lanciato Asso wifi, un tavolo di lavoro che coinvolgerà privati e istituzioni per “disegnare un codice di auto regolamentazione che determini le linee guida condivise (e collaborative) per la normalizzazione del wifi e della diffusione della Rete”. Su Facebook e sul forum raccolgono le idee di chi vuole partecipare e propongono anche il dibattito per la modifica costituzionale affinché Internet diventi un diritto per ogni cittadino che potrà “fruire di banda e di servizi, e interfacciarsi con gli enti governativi per ottenere chiarezza e trasparenza nelle scelte in materia di wifi”.

Ad accelerarne il lancio sono state due iniziative chiave: “Libera le Marche” (in cui la regione ha promosso l’apertura di hot spot gratuiti) e il progetto “comON wifi”, ideato da Confindustria Como e da alcuni imprenditori, per portare la connettività gratuita nelle piazze e nei locali aperti al pubblico di Como. Eppure quel che manca al settore è una normativa adeguata. “Dalla costiera romagnola a Milano, ci sono tariffe di accesso troppo alte per gli utenti e una spesa sproporzionata da parte dei comuni per il wifi. Che si può avere con ottime infrastrutture e a costi più ridotti”, spiega Mauro Lattuada, portavoce dei Green Geek. La mission di Asso wifi è anche quella di individuare soluzioni tecnologiche ad hoc e di informare i cittadini sulle regole da rispettare. “Sull’abrogazione del decreto Pisanu, ad esempio, ha trionfato la disinformazione. La Fipe (Federazione italiana Pubblici Esercizi) aveva comunicato ai suoi 250mila iscritti che potevano eliminare la password di accesso alle loro reti per gli utenti. Un’azione illegale – puntualizza il fondatore dei Green Geek – che viola il protocollo antimafia e mette a rischio la sicurezza dei router”.

Asso wifi segnala dunque anche gli errori normativi e si impegna a creare un database di tutti gli hot spot gratuiti per creare un’unica rete wifi dove per ogni cittadino ci sia un solo username (single sign-on) e password. A prescindere dal luogo di connessione. Per farlo vuole riunire tutti i provider intorno a un unico tavolo per progettare un piano di sviluppo “senza alcuna differenza tra pubblico e privato”. A beneficiarne saranno i cittadini stessi perché le pubbliche amministrazioni metteranno a disposizione servizi accessibili da smartphone e mobile. Potranno, ad esempio, pagare il biglietto dell’autobus dal telefonino o segnalare al Comune idee e suggerimenti per la città grazie all’uso di hashtag sui social media. Il concept è già attivo a Milano con #pisapiasentilamia e a Savona con #berrutilasciachetiaiuti. “Vogliamo eliminare il digital divide e diventare cittadini digitali delle città del futuro”, conclude Lattuada. Con la stessa login dalla “culla alla tomba”.