Incassata la sentenza di condanna, tra le file dei berluscones partono gli attacchi. A dare fuoco alle polveri ci pensa così il presidente di Fininvest Marina Berlusconi. “Quella sul Lodo Mondadori – dice – è una sentenza che sgomenta e lascia senza parole”. Di più: “Rappresenta l’ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico”. Dopodiché annuncia sicure risposte giudiziarie. ”Già in queste ore i nostri legali cominceranno a studiare il ricorso in Cassazione” perché “anche di fronte ad un quadro così paradossale e inquietante, non ci lasciamo intimorire. Siamo certi di essere assolutamente nel giusto”. Il presidente Fininvest ha detto che il risarcimento per 560 milioni di euro che l’azienda dovrà risarcire alla Cir in base alla decisione della Corte d’Appello di Milano sul Lodo Mondadori è “una somma addirittura doppia rispetto al valore della nostra partecipazione in Mondadori”.

“Il Pdl è al fianco del presidente Silvio Berlusconi con determinazione e con affetto e sottolinea che si tratta di una decisione che, per essere definitiva, dovrà certamente avere il vaglio di altri giudici”. Il ministro della Giustizia, e neo-segretario del Pdl, Angelino Alfano, si schiera subito a favore di Berlusconi: “Siamo certi – aggiunge Alfano – che questo episodio non toglierà al premier la serenità necessaria per governare, come ha sempre fatto, nell’interesse esclusivo dell’Italia e degli italiani”.

Sulla stessa linea della primogenita del Cavaliere anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa che da Mirabello commenta: “Era una sentenza attesa, nessuno si faceva molte illusioni che le buone ragioni che Berlusconi ci ha illustrato più volte venissero riconosciute”. Insomma, per La Russa siamo di fronte a un vera e propria “ritorsione”.

E se Marina annuncia ricorsi in Cassazione, il legale del Cavaliere rilancia: “La Corte d’Appello di Milano – ha detto Niccolò Ghedini – ha emesso una sentenza contro ogni logica processuale e fattuale, addirittura ampiamente al di la’ delle stesse risultanze contabili che erano già di per se erronee in eccesso, e addirittura superiore al valore reale della quota Mondadori posseduta da Fininvest. E’ la riprova, se ve ne fosse stato bisogno, che a Milano è impossibile, quando vi è anche indirettamente coinvolto il Presidente Berlusconi, celebrare un processo che veda la applicazione delle regole del diritto. E se la Corte d’Appello non sospenderà l’esecutività della sentenza, tale prova sarà ancora più evidente. Comunque la Corte di Cassazione non potrà che annullare questa incredibile sentenza”.

Immediate anche le reazioni sul fronte politico. A partire dal deputato Pdl Maurizio Paniz per il quale ”quando si decide su cifre così significative ci vuole molta prudenza: ho molto rispetto per la magistratura e per il delicato lavoro che svolge ma compito dei giudici è anche quello di fare in modo che una decisione non solo non sia, ma neppure appaia politica”. E ancora: “L’entità delle cifre induce a non poca preoccupazione: Mediaset è un patrimonio dell’Italia intera e di migliaia e migliaia di azionisti che non devono vedere il loro sforzo condizionato da rischiosità politiche”.

Per il capogruppo Pdl ala Camera Fabrizio Cicchitto “mai sentenza è stata più annunciata di questa”. Dopodiché parte in quarta. “Essa rientra nell’attacco concentrico che è in atto da tempo, fin dal 1994 contro Berlusconi perché ha osato scendere in campo in politica sconvolgendo l’operazione che era stata attentamente preparata, quella della piena presa del potere del partito post comunista, di alcuni grandi gruppi finanziari-editoriali tra cui in prima fila la CIR, di alcune procure e della Cgil”. Dopodiché spiega: “Berlusconi paga tuttora il fatto che si è messo di traverso rispetto a questo disegno prima con Forza Italia, adesso con il Pdl ed il governo di centrodestra. Si dice solitamente che il centrodestra è segnato da un conflitto di interessi. Il minimo che si può dire rispetto alla realtà è che il centrosinistra, al di là dei formali rapporti proprietari, è caratterizzato da due conflitti di interesse reali acutissimi; quelli costituiti dal rapporto ombelicale fra il Pd e De Benedetti e quelli del rapporto storico fra prima il pci -poi pds adesso pd con la lega delle cooperative, l’Unipol e compagnia cantando”. Isabella Bertolini, sempre del Pdl, addirittura paragona la sentenza di oggi “a un esproprio proletario”

Daniele Capezzone, portavoce dei berluscones, azzarda invece pericolosi paragoni. Dice: “Le sentenze si rispettano, ecosì pure i giudici. Ma, finchè siamo un Paese libero, esiste il diritto di criticarle e di contestarne radicalmente i contenuti”. Quindi affonda: “Voglio rivolgermi ai politici della sinistra. C’è da troppo tempo, contro Silvio Berlusconi, un clima da Piazzale Loreto, con forsennati attacchi politici e personali, con una tenaglia mediatica e giudiziaria, e ora anche con quella che oggettivamente è una mazzata sul piano patrimoniale”.

Di parere opposto l’opposizione. Antonio Di Pietro, presidente nazionale dell’Italia dei valori chiede rispèetto per la sentenza e per i magistrati che l’hanno emessa: ”Quel che è scandaloso non è la sentenza di oggi e nemmeno quella con la quale è stato condannato il giudice Metta, ma la sentenza del giudice Metta che ha dato ragione a chi ha torto e torto a chi aveva ragione perché si è fatto corrompere da collaboratori del gruppo Berlusconi”. Di Pietro invoca le dimissioni del premier: “Voglio dire e ribadire che non c’entra niente né la politica, né giudici comunisti, né stampa comunista, all’epoca c’erano due imprenditori in ascesa: il gruppo Berlusconi e il gruppo De Benedetti. Cercavano – dice – di fare l’affare tutti e due, Berlusconi lo ha fatto andando dal giudice che doveva fare la sentenza e decidere a chi dare la Mondadori, corrompendo il giudice”. Per l’ex pm non c’è nulla di più squallido di tutto questo. “Da questa vicenda dobbiamo rilevare che solo in Italia che nel giorno della condanna per avere truccato le carte e corrotto un giudice, quella persona che ora fa il presidente del Consiglio, adesso non si dimette sentendo il dovere di farlo. E’ un’anomalia tutta italiana”. Anche perché spiega il leader dell’Idv “da parte dei cittadini non c’è più fiducia nell’affidargli le chiavi del governo dopo che si è preso atto che si compra anche le chiavi delle sentenze”.

Molto critico verso l’atteggiamento di Berlusconi anche il Partito Democratico. ”E’ una sentenza che come tutte le sentenze esecutive deve essere rispettata. Ho visto che faranno ricorso in Cassazione. Auguri, intanto dovranno comportarsi come tutti i normali cittadini. E da questa sentenza abbiamo capito chiaramente che quella norma messa in Finanziaria non era per tutti gli italiani, ma era per un italiano, guarda caso sempre lo stesso”, ha detto la presidente del Pd Rosy Bindi. Per lei, come per Di Pietro, è “l’ora che l’Italia sia liberata da questa maggioranza, da questo presidente del Consiglio, da questo Governo”.