Del lodo Fininvest “ne parlerà Palazzo Chigi. La riunione di ora è per discutere del testo che c’è e c’è già molto da discutere. Ho già letto abbastanza retroscena”. Giulio Tremonti ha così evitato di rispondere sulla paternità della norma salva Berlusconi inserita nella manovra correttiva e poi cancellata. Il titolare dell’Economia, durante la conferenza stampa indetta per illustrare il testo del dl oggi firmato dal Capo dello Stato, ha suggerito di chiedere lumi a Gianni Letta ma il sottosegretario alla Presidenza aveva già lasciato la conferenza stampa “per altri impegni”. Rimane dunque ancora sconosciuto chi e perché abbia inserito il codicillo che garantiva al premier di non pagare subito i 750 milioni stabiliti in primo grado alla Cir di Carlo De Benedetti. E se Tremonti ha preferito non rispondere, il ministro Paolo Romani ha preso spontaneamente la parola per difendere la norma. “Era una norma di responsabilità, faceva pagare le sanzioni all’azienda all’atto della sentenza della Cassazione perché pagare prima mette in difficoltà la salute delle aziende”.

Le quasi due ore di conferenza stampa non sono dunque servite a chiarire di chi fosse la “manima”, per dirla con Pierluigi Bersani. Il ministro Tremonti, insieme ai colleghi dell’esecutivo Romani, Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli e Renato Brunetta, ha illustrato a grandi linee la manovra senza preoccuparsi di dare spiegazioni. A parte “chiarire” che l’incontro con la stampa previsto ieri pomeriggio è stato rimandato “solo” per problemi di voli. “Vorrei davvero non fossero considerati una scusa per non fare la conferenza stampa che, come vedete si sta svolgendo oggi”. Tremonti ha inoltre fatto distribuire ai giornalisti un comunicato nel quale si illustrano i problemi del volo che l’avrebbe dovuto portare a Roma e la tempistica degli avvenimenti. “Ci hanno fatto atterrare a Pisa da dove avrei dovuto proseguire in treno o in autobus, quindi ho chiesto di spostare la conferenza stampa”, ha detto.

Poi, il titolare di via XX Settembre è passato alla manovra che il Quirinale ha firmato ma ribadendo che da sola non è sufficiente  e sottolineando che la decisione è stata raggiunta “essendo stati essenzialmente ricondotti i suoi contenuti alle norme strettamente attinenti alla manovra finanziaria ed a quelle suscettibili di incidere con effetto immediato sulla crescita economica”, si legge in una nota diramata dal Colle. “Il decreto-legge prevede gran parte della manovra necessaria per raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2014; per la restante parte si dovrà procedere con gli ordinari strumenti di bilancio relativi al triennio 2012-2014 e i relativi disegni di legge collegati”, si legge nella nota che riporta le parole di Giorgio Napolitano.

Tremonti, durante la conferenza stampa, ha sottolineato come l’esecutivo nello stilare la manovra abbia “tutelato i risparmi delle famiglie”. E ha poi spiegato: “Se si vuol fare una riforma per legge bisogna fare una legge che rispetti la legge. Resta la possibilità di fare un intervento alla Masaniello ma bisogna invece seguire un percorso che rispetti la struttura istituzionale del Paese”, ha sottolineato. Lo sviluppo “non si fa con un governo e non si fa con una legge”, ha aggiunto. E la crescita “non è un momento istantaneo”. Tremonti si è detto “convinto che questa manovra, che si aggiunge a quanto fatto negli anni passati, ci porta linearmente sul sentiero del pareggio di bilancio”. Un pareggio di bilancio “fondamentale perché meccanicamente porta alla discesa del debito”, prosegue Tremonti, che ricorda come in Italia, “negli ultimi anni la tradizione sia quella di un perfetto centramento degli obiettivi di bilancio europei”.

Per il pareggio di Bilancio un contributo di 17 miliardi – 2 nel 2013 e 15 nel 2014 – dovranno arrivare dalla delega assistenziale, prevista all’interno della delega fiscale, ha spiegato Tremonti. “Per l’anno in corso, il 2011, c’è un’esigenza di correzione, di manutenzione, di 2 miliardi di euro, e sono certo – ha sottolineato Tremonti – del fatto che l’obiettivo fissato al 3,9 sarà centrato. Nel 2012 c’è un’esigenza di correzione pari a 6 miliardi che si aggiungono a tutto quello che è stato fatto negli anni passati. Per il 2013 il dl prevede una correzione per 18 miliardi ai quali si aggiungono 2 che devono arrivare dalla delega assistenziale. Per il 2014 la correzione è di 25 miliardi dal decreto legge più 15 dalla delega assistenziale”.