Moody’s bacchetta ancora l’Italia. L’agenzia ha messo sotto osservazione a lungo termine 16 banche italiane in vista di un possibile taglio del rating. Lo stesso provvedimento già adottato per il rating sovrano dell’Italia. Le prospettive di altri 13 istituti di credito di importanza non sistemica sono stati inoltre cambiati da stabili a negative, in modo da riflettere la “pressioni” sul merito di credito. Secondo l’agenzia, gli istituti di credito con un rating a doppia o singola ‘A’ “sono sensibili anche a piccoli cambiamenti nel merito di credito del governo e nella sua capacità di supportare il sistema bancario del Paese”.

“Le comunicazioni di Moody’s hanno un carattere di assoluta eccezionalità – afferma Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Pd alla Camera -, l’Italia è possibile preda dei più aggressivi speculatori internazionali”. “Non c’è più spazio per dichiarazioni in politichese – aggiunge -. Vogliamo che Tremonti venga alle Camera per spiegare agli italiani la verità”.

Le banche i cui rating a lungo termine sono stati messi sotto osservazione sono Intesa Sanpaolo (con le controllate Banca Imi e CariFirenze), Mps (Siena e la controllata Mps Capital Services), Cassa Depositi e Prestiti, Banco Popolare, Bnl, Cariparma e Friuladria, Banca Carige, Banca Sella, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Cassa Centrale Raiffeisen e l’Istituto Servizi Mercato Agroalimentare. Per alcune di queste – tra cui Mps, Banco Popolare e Carige – sono finiti sotto osservazione anche i rating a breve.

Le 13 banche italiane il cui outlook è stato rivisto a negativo sono invece Ubi Banca, Credem, Credito Valtellinese, Bancaperta, Banca delle Marche, Italease Banca Agrileasing, Banca Popolare Alto Adige, BancApulia, Banca Popolare di Cividale, Banca Tercas, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e la Banca Popolare di Spoleto.

Alcune banche, come Unicredit e la Popolare di Milano, non sono state oggetto di provvedimenti perché hanno già prospettive negative sui rating.