Giuliano Pisapia ha giurato da sindaco di Milano. Lo ha fatto davanti al consiglio comunale al gran completo e davanti a migliaia di persone che hanno seguito i lavori dell’aula dai due maxischermi allestiti per l’occasione in sala Alessi e in piazza San Fedele, e dagli altoparlanti in piazza della Scala. Migliaia i cittadini che hanno assistito al primo consiglio comunale. Quando Carlo Masseroli, presidente di turno come consigliere più votato dopo Silvio Berlusconi (che si è dimesso) e a Riccardo De Corato (assente per i funerali della madre), ha fatto l’appello un lungo applauso ha accolto il nome di Pisapia.

Sonoramente fischiati invece due nomi della precedente maggioranza: l’ex sindaco Letizia Moratti e l’esponente leghista Matteo Salvini. Un’altra bordata di fischi è arrivata anche al nome del premier. In aula, invece, il clima è stato più disteso, istituzionale. Basilio Rizzo è stato eletto presidente del consiglio comunale e lui, dando la parola all’ex sindaco, ha giocato con il nome di Moratti, chiamandola Arnaboldi Brichetto. Lei, visibilmente scocciata, ha suggerito l’uso “del mio solito nome: Letizia Moratti”.

Per il resto i lavori si sono svolti regolarmente. Pisapia ha letto il suo discorso programmatico poco dopo le diciannove. Ha ringraziato il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, e si è rivolto più volte ai cittadini, agli elettori che “ci hanno dato fiducia. “Abbiamo una grande responsabilità”, ha detto il sindaco, “Milano ci ha fatto un dono, ci ha insegnato qualcosa e ha insegnato a tutto il Paese che la buona politica è un valore che dà prestigio all’immagine di una città e, nello stesso tempo, consente di offrire risposte efficaci ai bisogni delle persone”.

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Secondo Pisapia, “i cittadini hanno detto chiaramente che vogliono che la politica riscopra una dimensione etica: moralità, rispetto dell’altro, correttezza nei comportamenti. Vogliono che i loro rappresentatni riconoscano la virtù, cioè il merito, le competenze, le capacità, l’onestà, l’integrità e la generosità verso la città”. E “vogliono che l’istituzione cittadina sia il primo modello di equità e che, col suo esempio, promuova quel senso civico che è una delle migliori tradizioni di Milano”.

Poi Pisapia ha elencato gli impegni. Niente auto blu, maggior coinvolgimento dei consigli di zona come interlocutori privilegiati con i cittadini, verifica continua dei conti, più verde, misure per i bambini a partire dalle scuole civiche che “devono tornare a essere un fiore all’occhiello di Milano”. E molto altro. “Una città in cui non vi siano più abitanti senza casa e case senza abitanti”, ha aggiunto. Poi ha lanciato un grido d’allarme sullo stato di salute delle casse di Palazzo Marino, dopo la gestione del centrodestra di Letizia Moratti. “A proposito di bilancio – ha detto Pisapia – non posso esimermi dal dire, è il mio un dovere di trasparenza, fin da subito parole chiare: un primo esame conferma quanto già i revisori del Comune di Milano avevano rilevato e cioè che dal controllo sugli equilibri di bilancio emerge un andamento assai negativo delle entrate che compromette l’equilibrio di bilancio sia di parte corrente che dei saldi utili ai fini del rispetto del patto di stabilità”. Pisapia si è riservato una nuova comunicazione non appena avrà un quadro chiaro dello stato economico-finanziario del Comune: “Sul bilancio del Comune e sull’effettiva situazione rispetto a quella che c’è stata comunicata, faccio fin d’ora ogni riserva e darò immediate comunicazioni non appena saranno terminate le doverose verifiche”.

Il passaggio ha “costretto” l’ex sindaco a prendere la parola. Moratti ha definito la relazione di Pisapia “generica e retorica”, ha detto. “Pisapia parla di una Milano che c’è già, tutte le cose di cui parla fanno già parte del patrimonio di Milano”, ha aggiunto E sulle condizioni del bilancio comunale: “Siamo orgogliosi di aver lasciato 48 milioni di euro di avanzo per gli investimenti. Orgogliosi di non aver alzato le tasse e le tariffe, orgogliosi di non aver violato il patto di stabilità.

Non vorrei che il riferimento al bilancio – ha concluso la Moratti – sia il primo passo per aumentare in futuro tasse e tariffe, in questo caso la nostra opposizione sarà molto dura”. Pisapia non ha ribattuto e ha lasciato proseguire i lavori. Il capitolo bilancio sarà il primo che affronterà la giunta già nei prossimi giorni. Oggi è stata ancora festa per il popolo arancione. E anche i comitati degli inquilini Aler che si sono presentati per far presente lo stato di abbandono delle case hanno trovato soddisfazione: il neoassessore Lucia Castellano, ex direttrice del carcere di Bollate, è uscita da Palazzo Marino per parlare con loro e rassicurarli.