PONTIDA (Bergamo) – La liturgia sta per ripetersi. A poche ore dal discorso dei leader del Carroccio il prato davanti al grande palco allestito per l’occasione va lentamente riempiendosi. Come da copione è un tripudio di barbe lunghe, camicie verdi, corna e bandieroni. Gli ultras leghisti non disertano l’appuntamento e anche questa volta stanno con il capo, senza se e senza ma. L’aria di prima mattina è frizzante, non solo per la temperatura. Dopo gli annunci battaglieri dei giorni scorsi il clima è quello della grande attesa, non manca l’entusiasmo. Arrivando salta subito all’occhio il grande striscione che invoca “Maroni presidente del Consiglio”.

Poi è tutto un fiorire di bancarelle e gazebo, a partire da quello per la raccolta delle firme per il decentramento dei ministeri. A firmare ci vanno in tanti: “Vengo da Bergamo, firmo per portare i ministeri al nord, perché è giusto che anche noi abbiamo qualcosa, mica sempre tutto giù a Roma” e via di questo passo: “Certo che vogliamo i ministeri, sono un’occasione, una possibilità di lavoro”. Ma buttare il dubbio che ci sia un’incongruenza di fondo il popolo tergiversa e risponde a frasi fatte. E la Polverini che raccoglie firme per mantenerli a Roma? E se Berlusconi non dovesse accettare? “A noi non interessa, noi facciamo la nostra parte e basta”. Addentrandosi nel mare di stand si incontrano i padani veri, quelli che da vent’anni non si perdono un raduno, non si perdono un appuntamento.

Quelli che arrivano vestiti con il kilt, in ossequio al film culto della cultura leghista, dei Mel Gibson di provincia, con barbe verdi e accenti montani: “Bossi ha sempre ragione, noi lo seguiamo comunque, qualunque cosa dica per noi è quella giusta” e, ancora: “Ci ha sempre indicato la strada, è sempre stato avanti con i tempi, anche questa volta ci mostrerà la via giusta”. Il leader non si mette in dubbio, mai, ha ragione a prescindere. Sono tutti convinti che le attese non verranno tradite, ma nessuno sa bene cosa aspettarsi. Cosa dirà Bossi? Cambierà qualcosa nel rapporto con il Governo? E Berlusconi? “Berlusconi lo accettiamo perché dall’altra parte, con i comunisti è decisamente peggio”.

Di un avvicinamento al Pd o, peggio, a Vendola o Di Pietro, qui non ne vogliono nemmeno sentir parlare. “Se cade il Governo? Spero di no, ma certamente Berlusconi dovrà dare delle prove concrete di voler andare avanti, le nostre richieste le abbiamo fatte, i nostri leader sono stati chiari: riforma fiscale e ministeri al nord, altrimenti meglio andare a votare”. Ma non è solo un appuntamento politico. Pontida è prima di tutto una festa. L’odore di salamella alla griglia riempie l’aria già alle 10 del mattino. Ad ogni angolo c’è uno strillone che cerca di attirare l’attenzione alla propria bancarella: “Padania svegliati, secessione” oppure: “compra il corno di Murano, che il comunista tiene lontano”.