Domani, al raduno annuale della Lega a Pontida, si tornerà sulla questione ministeri al Nord. “Chiederemo quattro ministeri”, ha annunciato il leader del Carroccio Umberto Bossi. “Uno a Milano, quello del Lavoro – anticipa – e tre a Monza”. Tre i ministri anticipati: Roberto Calderoli, lo stesso Bossi e Giulio Tremonti. Il Senatur ha ripreso a parlare della possibilità di spostare alcuni dicasteri da Roma al Nord durante un intervento a margine della presentazione della scuola superiore di magistratura a Bergamo. Solo una delle sorprese che aspettano domani militanti leghisti e maggioranza tutta. Presente all’inaugurazione anche Angelino Alfano, neosegretario del Pdl, che tenta di arginare i colleghi leghisti: “Avevamo già parlato di sedi di rappresentanza”.

Ma Bossi insiste sui dicasteri. E per quello del Lavoro Milano gli sembra una scelta scontata- “Chi è che lavora di più se non i lombardi? – ha spiegato la sua idea -. Qui ci sono le imprese che ragionano in maniera diversa”. Una diversa testa collettiva rispetto a quella romana. “Calderoli ha detto una cosa giusta – continua – bisogna portare via la testa”. Ma sul tema ministeri al Nord – di cui tanto si era parlato in periodo elettorale e che aveva suscitato più di una polemica – il Senatur non vuole dire di più. “Dovete venire a Pontida”, conclude. Ma il ministro Alfano, neosegretario politico del Pdl e intervenuto all’inaugurazione insieme ai colleghi, non coglie la provocazione. “Abbiamo già detto con Berlusconi qual è la nostra opinione – ribatte, ridimensionando la questione – perché delle sedi di rappresentanza le avevamo già concordate e non mi sembra che da questo punto di vista ci fossero grandi problemi”.

Un tentativo di arginare l’alleato del Carroccio che però non blocca le polemiche, subito riprese dopo l’annuncio di Bossi. “Bisogna dire basta a queste proposte inutili e dannose per i lavoratori – commenta la presidente del Lazio, Renata Polverini – e tornare a occuparci dei problemi seri del Paese”. La governatrice annuncia quindi che da domani sfiderà la Lega sullo stesso campo: una raccolta firme, ma contro lo spostamento dei dicasteri. Contento invece Marco Mariani, sindaco leghista di Monza. Ma “bisogna capirci – sottolinea – sarei altrettanto contento – se il ministero della Marina dovesse aprire uffici distaccati a Palermo, a Napoli o a Taranto”. Perché di questo si tratta secondo il primo cittadino, di uffici distaccati. Un’attenzione da parte del governo comunque “molto positiva, un esempio di democrazia”. L’inaugurazione della “stagione dei ricatti”, invece, secondo il deputato di Fli, Nino Lo Presti. Che, secondo il parlamentare, segue “la stagione del bunga bunga e delle sconfitte elettorali”, “nell’inarrestabile declino di Silvio Berlusconi”. “La Lega, infatti – conclude Lo Presti – lo spremerà come un limone per ottenere ciò che desidera”.

“Alcuni ministeri devono rimanere a Roma, come la Giustizia – aveva poco prima introdotto il tema il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, all’inaugurazione insieme a Bossi – ma non vedo perché l’Economia non possa avere sede a Milano o lo Sviluppo Economico a Torino o l’Agricoltura a Mantova”. E’ la proposta di “territorializzazione dei ministeri” espressa dal Carroccio, per varare una “legge delega che dà mandato al governo di intervenire dopo una valutazione delle richieste giunte dal territorio“. Un’iniziativa per cui è già partita una raccolta firme. “Ero sicuro che se avessi fatto presentare la proposta dei gruppi parlamentari il provvedimento si sarebbe arenato – spiega Calderoli – anche perché il Parlamento è a Roma”.  Così, invece, conclude il ministro, “voglio vedere come fanno a impedirlo”.