È sempre più vicino il quorum. Sale ancora di molto infatti la percentuale di votanti alle 19 di oggi. Con l’Emilia Romagna che fa da traino alle altre regioni e la provincia di Reggio Emilia che spicca su tutte in Italia con un 45,03 per cento da record.

Se alle 12 l’affluenza media nel Paese era dell’11,64 per cento, ora la soglia del 30 per cento è superata, precisamente 30,3. Molto più della metà della percentuale necessaria per scavalcare il fatidico 50 per cento più uno. E l’Emilia Romagna è ancora la regione con la percentuale più alta di votanti. Dal 16,9 per cento di mezzogiorno al 39,11 per cento delle 19. Un record seguito dalla Toscana (38,09%), dal Trentino Alto Adige (36,45%), dalla Valle D’Aosta (35,58%) e dalla Liguria (33,67%).

Il primo dei due giorni per esprimersi sui quattro referendum abrogativi che riguardano acqua (due quesiti), nucleare e legittimo impedimento sembra andare a gonfie vele per i comitati promotori.

E l’Emilia Romagna contribuisce a pieno nella corsa verso il quorum, con un parziale diffuso al ministero dell’Interno che si attesta sul 39,1 per cento su tutti e quattro i quesiti, circa 9 punti percentuali sopra la media nazionale.

E la provincia che più di tutte in Italia ha visto i suoi cittadini recarsi alle urne è stata Reggio Emilia, con il 45 per cento. Dopo di lei la provincia di Firenze e al terzo posto Bologna con il 42,41. E anche Modena è una delle cinque province in Italia che supera il 40 per cento di affluenza (41,45 per cento).

Poco dietro le altre, ma sempre con cifre molto alte: Ferrara con il 36,34, ForlìCesena con il 37,57, Parma con il 36,81, Ravenna con il 36,37. Alle 12 la provincia con la percentuale più bassa era Rimini con il 13,49, salita ora al 32,32. Ed è Piacenza adesso all’ultimo posto in regione con un 32,02 per cento. In ogni caso percentuali sempre più alte della media nazionale.

Le operazioni di voto sono iniziate questa mattina alle 8 e proseguiranno fino alle 22, quando verranno aggiornate con un nuovo parziale le cifre sull’affluenza.

Domani invece si vota dalle 7 alle 15, e si saprà definitivamente se il quorum è stato superato o meno.

Per agevolare l’accesso, a Bologna l’amministrazione comunale ha spento le telecamere Sirio che controllano il traffico nel centro storico, mantenendo il divieto alle auto solo nella zona T che vede incrociarsi via Rizzoli e via Ugo Bassi a via Indipendenza. Out ai veicoli anche l’area dell’università.

E non sono mancate le polemiche. Anche perché scene così non si erano mai viste. Davanti agli uffici comunali del Duc, ieri e oggi, tantissimi cittadini si sono ritrovati in coda per ritirare le tessere elettorali e le carte d’identità, raggiungendo tempi di attesa anche di un’ora. Segno che l’interesse per il referendum è alto o che il servizio per il ritiro della tessera elettorale funziona più a rilento delle scorse elezioni? Gli uffici comunali spiegano che un’affluenza del genere non si era mai vista, raggiungendo 190 richieste di tessere solo nella mattinata di oggi e 183 nella giornata di ieri. Ma i cittadini protestano: tutta questa attesa avrà fatto scoraggiare qualcuno,commentano. Ma il sindaco di Parma, Pietro Vignali, seppur vicino al centro destra, ha dichiarato esplicitamente su un social network di vedere il referendum come un’opportunità e di essere contrario al nucleare.

Antonella Beccaria-Caternina Zanirato-Nicola Lillo