Tremonti al convegno "Crescere tra le righe" - Giovani Editori 2011 a Bagnaia (Siena)

“Sulla riforma fiscale ho alcune idee da almeno un anno, non è un problema di posizione personale, la voglio fare e ho assolutamente le idee chiare”. Giulio Tremonti torna a parlare della riforma dal palco della festa nazionale della Cisl a Levico Terme. “Ne ho una ottima – ha continuato Tremonti – non è un problema di posizione personale, il problema è dove trovare i meccanismi finanziari. Potrei dire: datemi 80 miliardi ma è una cifra forse eccessiva. Io – ha aggiunto – ho le idee assolutamente chiare su cosa è giusto per il fisco su quali aliquota applicare ma non si può andare al bar e dire ‘da bere per tutti’, e poi chi paga? Voi. Io sono tentato di dire, vi faccio la riforma e voi mi trovate 80 miliardi”.

Sì alla riforma, dunque, ma guardando sempre alla tenuta dei conti e cercando di raggiungere gli equilibri europei anche riducendo i costi della politica portandoli ai livelli Ue, ha aggiunto Tremonti. Nell’ambito di “un sistema fiscale ingiusto e con equilibri instabili” si può “certamente intervenire sui costi della politica, un modo facile ma anche difficile di guardare le cose”. L’obiettivo, ha detto il ministro dell’Economia, è fare sì che “in tutti gli incarichi pubblici in Italia non si prenda più della media europea, non è difficile e, soprattutto, non è più accettabile avere un costo differenziale con l’Europa” per le cariche pubbliche. “Se la moneta è comune – ha precisato – la politica deve essere comune”. Con questa operazione, ha aggiunto, “non si fanno i grandi numeri, ma la legittimazione della riforma fiscale deve venire anche da un forte taglio della politica, così si è legittimati nel chiedere i sacrifici alla gente”. Tremonti ha precisato che “ci vuole comunque cautela”, perché “è difficile chiedere ai capponi di votare per l’anticipo del Natale”.

L’inquilino di via XX Settembre non si è lasciata sfuggire l’occasione per ribattere a Roberto Maroni che ieri lo aveva “corretto” sulla prudenza da attuare per tenere sotto controllo i conti pubblici. Il ministro leghista, infatti, aveva suggerito a Tremonti che più di prudenza “adesso serve anche il coraggio”, ha detto spiegando che “il governo non è solo un ragioniere che deve tenere i conti in ordine perché altrimenti qualche burocrate di Bruxelles viene con il ditino. Deve fare anche questo, per l’amor di Dio, ma si può negoziare, si può discutere e trattare”. Così, oggi, Tremonti ha risposto al ministro dell’Interno. “Non sono tormentato e dirò tutto quello che penso ci sono cose in cui dimostri più coraggio se le dici rispetto a se le taci”, ha detto Tremonti. “Tendere verso il pareggio di bilancio è saggio avendo il terzo o quarto debito del mondo, non è un obiettivo di ragioneria. Tenere i conti in ordine – ha proseguito – in italiano vuol dire tenere il bilancio dello Stato e noi abbiamo tenuto il bilancio in una crisi drammatica, abbiamo tenuto il risparmio delle famiglie e la coesione sociale, un qualche coraggio credo che il governo lo abbia dimostrato”, ha detto. “Abbiamo il terzo-quarto debito pubblico al mondo, dobbiamo seguire un percorso di rientro sul deficit non per vincolo europeo, perchè l’Europa non è solo una convention di burocrati, ma se hai una moneta comune hai anche una reponsabilità comune”.