Il sito di news online più visitato negli Stati Uniti è il New York Times. Anzi no, contrordine: è l’Huffington Post. Se per il direttore del quotidiano Bill Keller era solo una “regina dell’aggregazione” di contenuti, da oggi Arianna Huffington è la rivale numero uno. Che ha già vinto il primo round. Infatti secondo la società di analisi ComScore, il mese scorso il blog filo democratico ha registrato 35,5 milioni di utenti unici contro i 33,59 del quotidiano della Grande Mela. Un risultato storico che per la prima volta scardina il primato assoluto del Nyt.

Già ad aprile la Huffington aveva lanciato la sfida del sorpasso: a due mesi dalla vendita del suo blog al colosso mediatico Aol, infatti, poteva contare su una corposa redazione di oltre 1.200 giornalisti e su una base di traffico garantita, a cui si aggiungevano 25 milioni di lettori fidelizzati e 148 cronisti che già lavoravano per lei. L’acquisto di America On Line aveva portato nelle casse dell’imprenditrice miliardaria 315 milioni di dollari oltre alla garanzia di carta bianca nel ruolo di “editor in chief” nel pacchetto dell’acquisizione. A tirarle la volata è stato lo stesso New York Times che dal 28 marzo ha deciso il cambio di rotta: solo 20 articoli al mese gratuiti. Chi vuole leggere di più paga 15 dollari al mese su pc e mobile, 20 su tablet. Per la Huffington, invece, la priorità è mantenere le news gratuite e il passaggio a pagamento del Nyt ha segnato il primo punto a favore certificato dai numeri: infatti il quotidiano da febbraio ha perso l’11,7 per cento dei visitatori e il suo rivale tra marzo e maggio ne ha guadagnati circa il 14 per cento.

Se i dati assoluti determinano la vittoria dell’HuffPo, è pur vero che lo il mese scorso entrambi i siti hanno visto aumentare gli utenti unici. Dato a cui si aggrappa il quotidiano della Grande Mela. Nel botta e risposta a distanza via twitter infatti il Nyt sottolinea che maggio è stato un buon mese per il sito e che gli utenti stanno aumentando. Oltre a lanciare la frecciata al blog: facile, notavano, far traffico se i visitatori vengono dirottati sulla piattaforma direttamente da Aol. Ma Brad Garlinghouse, direttore esecutivo di Aol, ignora le sfumature e attacca nel tweet di replica: “In sei anni – scrive nel suo tweet – è stato distrutto quello che è stato fatto in un secolo”. E rimanda le accuse al mittente quando sottolinea che il record di utenti non include i numeri di America On Line.

Anche su Business Insider danno grande rilievo al sorpasso, che pare sia solo il primo tassello di uno stravolgimento globale nel panorama informativo. “Dal New York Times – scrivono sul sito – ci dicono che il successo di visitatori è dovuto al reindirezzamento di Aol sul blog”. E probabilmente è vero, aggiungono, ma questo non toglie il fatto che l’Huffington Post stia diventando un gigante dell’informazione. E seminato il Nyt quali sono i prossimi traguardi? L’editor in chief Huffington punta in alto e mira a scardinare il primato di Yahoo News e Cnn che, secondo i dati di Comscore, si assestano sui 70-80 milioni di utenti unici al mese. Cifre da capogiro. Ma se dal 2005 a oggi Arianna ha conquistato oltre 35 milioni di lettori, nulla è impossibile.