Silvio Berlusconi nello studio di Porta a Porta

La scheda elettorale ha creato “confusione”, poi queste amministrative “sono particolarissime” perché “influisce la personalità del candidato” e quelli del Pdl, Letizia Moratti e Gianni Lettieri in particolare, “erano deboli”. Mentre Manes Bernardini a Bologna “non aveva nessuna possibilità” ma “è stato scelto dalla Lega”. E come se non bastasse, a remare contro durante la campagna elettorale ci si sono messi anche i magistrati che “mi hanno gettato addosso discredito, fango, angoscia, problemi con i familiari”. Per non parlare del “blocco mediatico della sinistra, un blocco mediatico terrificante: Corriere della Sera, Sky, La7 e le trasmissioni Rai pagate con i soldi di tutti che stanno con la sinistra”. Anche “la sconfitta della Moratti è colpa della disinformazione dei media”. Silvio Berlusconi spiega così a Porta a Porta la sconfitta del primo turno. Persino l’impassibile Bruno Vespa appare, a tratti, confuso dalle risposte. E sembra in imbarazzo quando il premier si scaglia contro “il blocco mediatico della sinistra”, pensando all’intervista che appena venerdì scorso il Cavaliere ha diffuso a reti quasi unificate: tg1, tg2, tg4, tg5 e Studio Aperto. Tanto che l’Agcom è dovuta intervenire e multare. “Una multa folle – dice il premier – non credo che la Rai pagherà”. Vespa è un professionista di lungo corso e fa finta di nulla. Lascia parlare il Presidente del Consiglio. E lui, a briglie sciolte, cerca di convincerlo che la sconfitta elettorale al primo turno è colpa di tutti tranne che sua. Ma sul simbolo non c’era scritto “Silvio Berlusconi”? E i manifesti elettorali nelle città non avevano il suo volto invece di quello dei candidati? Non era stato lui a ripetere fino allo sfinimento che “il voto a queste amministrative è importante per rafforzare il governo nazionale”? Ancora: i gradini di palazzo di Giustizia per chi sono stati trasformati in palchi per arringare i “passanti”, muniti di bandiere del Pdl, contro i magistrati “eversivi, cancro della democrazia”? Domande che non sono state poste, rimaste quindi inevase.

La “versione di Silvio” andata in onda a Porta a Porta comincia con l’analisi del voto e, passando per qualche battuta su Ruby, le accuse ai candidati Pisapia e De Magistris, qualche stilettata alla Lega con marcia indietro incorporata, arriva alla rassicurazione che figli e nipoti dell’amico Gheddafi sono vivi e stanno bene.

“Queste sono elezioni particolarissime in cui influisce la personalità del candidato”, dice. E attribuisce la propria debacle in termini di voti (da 53mila preferenze del 2006 ai 28 mila) alla confusione sulla scheda e alla crisi economica. “Ho preso meno preferenze – dice – perché chi faceva la croce sopra al simbolo del Pdl con il nome della Moratti, poiché era riportato anche il mio nome, credeva di avermi dato la preferenza”. Poi l’immancabile attacco ai candidati sindaci Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris. “Come fa a governare Pisapia che non ha mai amministrato neppure un’edicola di giornali” e che “in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela terroristi, o per l’eutanasia?”, ha detto. Mentre su De Magistris: “Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello”.

Ma la sorpresa vera è il commento sul candidato sindaco a Bologna, Manes Bernardini: “A Bologna il candidato lo ha deciso la Lega ed era un candidato che non aveva nessuna possibilità. E’ stata una concessione fatta a un alleato, perché per essere alleati ogni tanto qualche concessione bisogna farla”. Non solo, sempre sulla Lega, il premier garantisce che “a luglio Tremonti e la Lega pensavano fosse opportuno andare a nuove elezioni, ma il mio senso di responsabilità mi portò ad escluderlo perché in un momento di crisi globale, quando le agenzie di rating ci mantenevano la fiducia solo per la stabilità di governo, non avere stabilità avrebbe significato essere posti sotto attacco della speculazione internazionale”. Però con Umberto Bossi “c’è un accordo e una amicizia assoluta. Lui vuole bene a me e io voglio bene a lui e ci siamo detti che lasceremo insieme. Questa amicizia e collaborazione non è mai stata messa in dubbio”.

Non a caso, aggiunge Berlusconi, il governo durerà fino al 2013. “Il Pdl rimane il primo partito italiano, l’alleanza con la Lega rimane l’unica possibilità di governo. Vorrei tranquillizzare gli italiani sul fatto che il governo ha una forte maggioranza, porterà a termine la legislatura e farà le riforme indispensabili al Paese”. Inoltre il premier garantisce che non ci saranno sorprese da parte della Lega. “Lo escludo nella maniera più assoluta, non ci sono purtroppo alternative a questa situazione”. Anche perché, aggiunge, “sono l’unico che può tenere insieme il centrodestra”.

Non solo, ma secondo il premier la sonora sconfitta al primo turno a Milano è dovuta al “blocco mediatico della sinistra”. E spiega: “Io credo ci sia una motivazione assolutamente precisa. Abbiamo contro un blocco mediatico terrificante, a partire dal Corriere della Sera, da Sky e La7 e le trasmissioni Rai pagate con i soldi di tutti che stanno con la sinistra”. E sulla penta-intervista ai tg di due giorni fa, quando è apparso su Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto, sorvola. Bollando la multa dell’Agcom come una “follia”. E aggiunge: “Non credo che la Rai pagherà”. La multa, ha detto, “è una follia perchè c’è un sistema folle che si chiama par condicio, una norma liberticida dove il partito dell’1% deve avere lo stesso spazio di un partito che ha il 30%. Non succede in nessuna parte al mondo”.

Capitolo magistratura. “Ho dovuto subire 30 differenti processi e in 24, già finiti, le accuse sono state poi ritenuti infondate. Mi hanno gettato discredito, fango, angoscia, problemi con i familiari e mi hanno impedito di lavorare”, ha detto il Cavaliere. “Leonardo da Vinci avrebbe finito la Gioconda se fosse stato preso a schiaffi tutto il giorno? Solo grazie ai miei genitori che mi hanno dato una scorza dura e una resistenza disumana ce l’ho fatta”. Il premier ha negato di aver dedicato la campagna elettorale solo ai temi della giustizia: “Nei miei comizi ne parlavo 3-4 minuti ma poi i tg parlavano solo di questo”.

E ancora: “Noi pensiamo che la sovranità appartenga al popolo? No è di Magistratura democratica e dei suoi pm”, ha aggiunto il premier. “Io ho un solo potere – afferma – quella di suggerire una legge al Parlamento” e poi, con la debita firma del capo dello Stato, comincia il lungo iter in Parlamento con le modifiche apportate dalle commissioni e dall’Aula di ciascuna Camera. Alla fine, ricorda il Cavaliere se il Capo dello Stato la ritiene in linea con gli interessi generali e rispettosa della Costituzione la firma “se no torna indietro”. Ma non è finita lì, è il lamento del premier, perchè “se la legge poi non piace alle Procure, la portano di fronte alla loro Corte costituzionale che la abroga”. Ecco, la conclusione per cui la sovranità non appartiene più al popolo ma a “magistratura democratica” e ai “suoi pm”.

Infine, dopo aver garantito che figli e nipoti dell’amico Gheddafi “sono vivi e stanno bene”, il premier scherza sul caso Ruby. Dice di non essersi pentito di aver chiamato in questura per lasciarla libera. Promette: “chiamerò anche per far liberare Mubarak dicendo che è lo zio di Ruby”. E aggiunge: “Sono una persona che soccorre le persone in pericolo…. Lo farei anche per Rosy Bindi”. Del resto, dice, “sono la persona più gentile del mondo”.