Don Seppia “ha ridimensionato le accuse che gli vengono mosse in merito alla cessione di sostanze stupefacenti e ha ribadito di non avere mai avuto rapporti sessuali con minori”. Così Paolo Bonanni, legale del parroco di Sestri Ponente arrestato venerdì scorso con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, riassume l’interrogatorio di oggi pomeriggio al sacerdote. Un’audizione durata cinque ore e conclusa nel primo pomeriggio, in cui “anche l’episodio del bacio al chierichetto – aggiunge l’avvocato – è stato ampiamente ridimensionato, e non solo per le dichiarazioni di don Seppia”. E’ ancora giallo invece sulle condizioni di salute del prete. Da quanto si apprende dall’ordinanza del gip nei suoi confronti, don Seppia sarebbe sieropositivo. Proprio per questo motivo il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, da cui ha chiesto di essere trasferito dopo le minacce degli altri reclusi. Non è escluso che il sacerdote, sospeso dalla curia di Genova, nei prossimi giorni venga sottoposto a nuovi esami clinici. Gli inquirenti stanno cercando di appurare se il parroco abbia avuto rapporti sessuali e se questi siano stati o meno protetti. “Su questo aspetto della vicenda – ha detto Bonanni – preferisco non commentare”.

Nell’inchiesta spunta intanto un nuovo indagato. Si tratta di un ragazzo diciottenne di origini straniere, ma residente a Genova, accusato di favoreggiamento della prostituzione minorile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane organizzava gli incontri sessuali di don Seppia e dell’ex seminarista Emanuele Alfano (anche lui arrestato), procacciando loro i ragazzini. Il nome del diciottenne sarebbe stato fatto in mattinata agli inquirenti dall’ex seminarista, che nel corso del lungo interrogatorio in carcere avrebbe fatto le prime ammissioni.

“E’ una cosa incredibile. Mi sembrava un bravo sacerdote. Ora mi chiedo cosa sarebbe potuto succedere se mio figlio avesse dato seguito a quei contatti”. Arrivano le prime reazioni dei genitori dei ragazzi che frequentavano la parrocchia di don Seppia. Un padre ha raccontato al settimanale ‘Gente’: “Io e mia moglie non ci siamo accorti di nulla finché i carabinieri non hanno bussato alla nostra porta, dopo l’arresto”. Come lui, molti nel vicinato ammettono di aver sempre notato gli strani comportamenti del prete, ma di non aver mai sospettato di possibili attenzioni morbose nei confronti dei bambini. “Per fortuna il nostro è un ragazzo sveglio – ha aggiunto il genitore – e non ha mai risposto a quell’uomo, che insisteva via sms perché andasse a confessarsi. Ha capito da solo che c’era qualcosa di strano”.