Maurizio Lupi nello studio di Porta a Porta

Il caso Cielle è tutto fuorché risolto. Non a caso Maurizio Lupi, uno dei “ragazzi del Gius”, ha avuto l’incarico di gestire la nuova fase della campagna elettorale, quindi con toni totalmente contrapposti a quelli adottati da Daniela Santanché, nella speranza di far digerire più facilmente ai ciellini le accuse di aver tradito Letizia Moratti che Il Giornale ha rivolto al potentissimo movimento di don Giussani. “E’ una enorme stupidata”, ha tuonato lo stesso Lupi che ieri, letto il quotidiano di via Negri, ha sollecitato l’intervento di Silvio Berlusconi. Trovandolo d’accordo. Così il premier è stato costretto a intervenire. Ha alzato il telefono e chiamato il direttore Alessandro Sallusti per fargli notare che, nel caso non se ne fosse accorto, la linea adottata in vista del ballottaggio, dopo la scoppola del primo turno, è decisamente cambiata. La coppia Sallusti-Santanché ha fatto il suo tempo. E per quanto sia giusto individuare un capo espiatorio, così da chiudere il capitolo primo turno, mettere sul banco degli imputati a Milano Comunione e Liberazione e il governatore Roberto Formigoni, è un errore imperdonabile.

Un errore ritenuto talmente grave dal Cavaliere da spingerlo a chiedere l’intervento riparatore del governatore, di Lupi e di Gabriele Albertini per limitare i danni. Ieri pomeriggio il timone del quotidiano è stato affidato al vice Salvatore Tramontano che, con il numero odierno, ha cercato di correggere il tiro e salvare il salvabile. Partendo dalla pubblicazione (integrale) della lettera di Fiorenzo Tagliabue, presidente di Sec, società di comunicazione in area Cl che ha seguito fino a martedì la campagna elettorale del sindaco uscente, accusata da Il Giornale di “aver avuto un ruolo chiave nello scivolone tv della Moratti”. Lettera correlata da un’intervista al più autorevole dei Ciellini: Roberto Formigoni. Che rassicura: “Da noi nessun voto a Pisapia”, e bacchetta Il Giornale: “Fate un esame di coscienza anche voi”. Il messaggio veicolato dal premier? Non è dato saperlo. Certo è che i toni sono totalmente diversi e il quotidiano di via Negri, dopo lo scivolone, è tornato a sparare sul sicuro: Gianfranco Fini.

Ma non basta, il “caso Cielle” ha comunque lasciato sul campo diverse conseguenze. Del resto i rapporti con il movimento del Gius erano già logorati dai cinque anni di governo di Letizia Moratti (scanditi da continui attriti con il presidente della Regione) e dalle intemperanze del Cavaliere, bunga bunga in primis. La campagna elettorale muscolare scelta e portata avanti nelle ultime settimane da Silvio Berlusconi, aveva inoltre già generato molti malumori in Cl. Tanto da spingere alcuni candidati bandiera del movimento, come Carlo Masseroli, a sfogarsi durante una riunione delle difficoltà incontrate nel chiedere ai milanesi di votare per Moratti e Berlusconi. “Fare propaganda politica per loro è complesso, la gente non ne vuole sentir parlare”, hanno ripetuto alle scuole di Cl durante gli incontri di presentazione delle candidature.

Gli uomini di Cielle si sono sentiti esclusi dalla campagna elettorale della Moratti. Quando è esploso il caso Lassini, con i manifesti “fuori le Br dalle procure”, Lupi condannò, indignato, l’iniziativa invitando l’avvocato ex sindaco di Turbigo a lasciare subito la corsa per il Comune. Risultato? Fu ripreso e tacciato con modi non proprio signorili da lady Santanchè. Il Pdl aveva scelto: avanti contro la magistratura. Lupi, in silenzio, si è ritirato. La scena si è ripetuta con l’attacco sferrato da Moratti a Pisapia durante il confronto televisivo a Sky. Lupi, da Ciellino, invitò il sindaco a scusarsi. “Se si è commesso un errore ci si scusa e si riparte”, disse. Non fu solo Santanché a zittirlo, ma intervenne il premier in persona a benedire il gesto della Moratti: “Brava Letizia che tiri fuori le unghie”. Ma adesso, con la sberla ricevuta al primo turno, anche Berlusconi ha compreso che la sconfitta è stata invocata proprio con quei toni alti e rissosi. Così Lupi ora può scandire con moderazione i temi della campagna milanese. E soprattutto ricucire i rapporti con cielle.

Oggi ha partecipato, in veste di organizzatore del Pdl, al vertice a Palazzo Grazioli con il premier, Paolo Bonaiuti e i coordinatori del Pdl, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Poi ha illustrato, lui, i temi della riunione. “Si è parlato solo del ballottaggio e delle azioni da mettere in campo, del coinvolgimento del presidente nella campagna elettorale”. Insomma, altro che mollata la Moratti, i ciellini ora devono farla vincere.