Sbuca da una via laterale il nuovo sindaco di Bologna, alle 2 e 20 di notte. Accompagnato in taxi alla sede del comitato elettorale in via val d’Aposa. Ad attenderlo tantissimi giornalisti, ma soprattutto i suo elettori, militanti del Partito Democratico.

Virginio Merola sorride. Un sorriso che mostra tutto lo stress accumulato in giornata e nel corso della campagna elettorale. Applausi e champagne tra i militanti. Le bandiere sventolano e la voglia di festeggiare è sempre maggiore.

Già verso mezzanotte si sono presentati al comitato Maurizio Cevenini, Andrea De Maria e Raffaele Donini. Non c’è ancora l’ufficialità del voto, che si avrà solo alle 3 di notte, ma gli applausi e le urla fanno capire quello che avverrà. È proprio Donini a dire: “Vedete che sto sorridendo?”. E anche Cevenini arriva tra i suoi elettori urlando “Evviva” Urrà! Urrà!”. Dopo pochi minuti è la volta di Vasco Errani, presidente della Regione, che vede “un cambiamento nel quadro politico del Paese. È un risultato straordinario e robusto. Dovranno fare i conti con noi. Sempre che il risultato venga confermato”. Le parole sono di gioia ed entusiasmo, ma vengono spesso stoppate dalla paura. Lo spettro delle elezioni del 2009, che videro il ballottaggio tra Delbono e Cazzola, infatti, incombe. Quella volta fu proprio all’ultimo che Delbono vide la sua percentuale di voti cadere in picchiata e portarlo alla sfida diretta con l’avversario. Ma questa volta non è andata così.

La sede del comitato elettorale, se nel corso del pomeriggio era piena solo di giornalisti, col passare del tempo è andata riempiendosi sia di curiosi, ma soprattutto di elettori, che verso l’una di notte hanno invaso tutta la strada, in attesa del nuovo sindaco. Arriva Amelia Frascaroli, insieme ai suoi supporter; fondamentale il suo risultato per la vittoria di Merola. “Me l’aspettavo” dice.

Il freddo si fa sentire e l’attesa continua. Ma finalmente alle 2 e 20, tolto qualsiasi dubbio sul risultato finale, Virginio Merola si presenta davanti ai suoi militanti: “Scusate il ritardo” dice sorridendo. Passa fra due ali di folla, immerso da baci, abbracci e cori. È la sua festa, la festa del Pd. “Ringrazio i bolognesi – afferma – per la loro partecipazione al voto. E grazie agli elettori che ci hanno permesso di vincere al primo turno, malgrado ci sia stata avarizia da parte del Movimento 5 Stelle, che ha preferito festeggiare da solo. Meglio essere generosi che fare gli avari e stare soli con se stessi. Potevamo ballare insieme”. L’ennesima stoccata ai ragazzi di Beppe Grillo, che con Massimo Bugani candidato a sindaco, hanno ottenuto un notevole risultato.

“Questo voto – continua – è una richiesta di rinnovamento. Voglio unire i cittadini, creare un’alleanza con la città. Mi impegnerò perché ci sia un confronto leale con il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle”, vero terzo polo a Bologna. “Possiamo vincere a Milano e a Napoli – conclude -. Bisogna ricordarsi di avere fiducia nei cittadini e andare avanti su questa strada. Un risultato sperato ed ottenuto. E adesso smetto di parlare perché mi sto emozionando”. I flash dei fotografi e le telecamere lo tallonano fin dall’inizio. Anche quando esce insieme ai big del partito per andare a festeggiare in piazza Maggiore.

“Chi non salta leghista è!” urlano i numerosi presenti. Mentre Virginio Merola, al fianco di Maurizio Cevenini, va davanti a Palazzo D’Accursio, sede del Comune. E a chi gli chiede le prime cose da fare ora che è sindaco, Merola risponde: “Tagliare la tassa degli asili, togliere i pass per i politici per l’accesso al centro e creare una commissione che scelga in base ai curricula chi nominare nelle società partecipate”.

È la serata del Pd e di Virginio Merola. Un candidato spesso contro tutti e tutto che è riuscito a portare a casa una vittoria quanto mai sofferta. Ma proprio ora ha inizio la sfida più grande.