Il ministro delle Finanze danese Claus Hjort Frederiksen

La Danimarca ha sospeso il trattato di Schengen e ha reintrodotto i controlli di frontiera con i vicini Germania e Svezia. Questo l’annuncio del ministro dell’Interno Claus Hjort Frederiksen. Una decisione legata all’accordo tra il governo e la formazione di estrema destra Ppd, decisiva per la sopravvivenza dell’esecutivo danese.

La scelta del Paese nordico arriva a poche ore di distanza da giovedì, quando la Commissione europea dovrebbe proporre ai ministri dell’Interno un progetto per la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere nazionali. In particolare nel caso in cui uno stato europeo venga considerato “inadempiente” nella sorveglianza alle frontiere o di massici afflussi di migranti.

Il riferimento è a Romania e Bulgaria, che hanno aderito all’unione europea nel 2007 ma non fanno ancora parte dello spazio Schengen e sperano di entrarvi quest’anno. Ma diversi stati membri, soprattutto Germania e Francia, sono contrari, sostenendo che i due paesi non dispongono di un sistema di sorveglianza adeguato.  

“Abbiamo raggiunto un accordo sulla reintroduzione delle ispezioni doganali alle frontiera danese il prima possibile”, ha annunciato Frederiksen secondo cui i nuovi controlli entreranno in vigore in due e tre settimane. Il ministro ha giustificate la decisione perché “durante gli scorsi anni abbiamo visto crescere i crimini transfrontalieri e questa scelta punta a frenare il problema. Costruiremo nuove strutture al confine danese-tedesco con nuovi sistemi elettronici e di indentificazione delle targhe auto”. Il ministro ha aggiunto che il personale di dogana sarà presente costantemente anche sul ponte di Oeresund che collega la Svezia alla Danimarca.

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