È una campagna elettorale a sei cifre, quella che sta infiammando il clima politico bolognese in questi giorni. La lista dei bilanci preventivi delle spese elettorali, pubblicata all’Albo pretorio del Comune, vede il Pd  sorpassare il Pdl nelle spese. In testa tra i più ricchi la coalizione a sostegno di Virginio Merola, che mette sul tavolo un budget complessivo che supera i 451mila euro. Rincorrono Lega e Pdl, prevedendo di tirar fuori in totale più di 328mila euro. Niente a che vedere comunque con i soldi spesi durante le scorse amministrative. Alfredo Cazzola, candidato di centrodestra, dichiarò a consultivo la cifra record di 1,2 milioni di euro, contro i 407mila euro dell’avversario Flavio Delbono. Più o meno la stessa cifra, invece, spesero nel 2004 Sergio Cofferati e Giorgio Guazzaloca, circa 230 mila euro a testa.

Quest’anno invece il primo posto spetta al centrosinistra, la cui spesa non raggiunge il mezzo milione, ma si attesta comunque su una cifra parecchio superiore rispetto a quella dichiarata dall’ex sindaco Delbono. Le somme previste finora sono calcolate per il primo turno, e potrebbero quindi lievitare in caso di ballottaggio. Il comitato elettorale di Virginio Merola mette in preventivo 160mila euro, senza però rendere noti gli importi per le singole voci. A questi si devono aggiungere i 230mila euro tirati fuori dal Pd bolognese, i 25mila euro messi da Sel e Amelia Frascaroli, i 18mila euro della lista Rosa per Bologna, i 16380 euro dell’Idv e, infine, i 1190 euro della Federazione della Sinistra.

Il Pdl, per sostenere il candidato leghista Manes Bernardini, mette sul piatto ben 187mila euro, la maggior parte usata per stampe e pubblicazioni. Più di quanto preventivato dalla stessa Lega Nord, che invece investirà circa 141500 euro.

Terzo posto in classifica per Stefano Aldrovandi, sostenuto dal terzo polo, la cui spesa si attesta sui 174mila euro, di cui 40mila spesi per manifestazioni ed eventi, e altrettanti per tavole rotonde, dibattiti e conferenze su radio e televisioni. Non si distanzia di molto l’investimento del candidato sindaco Daniele Corticelli e delle liste a lui collegate. Il suo movimento civico “Bologna capitale” spenderà per questa campagna 142.500 euro. Contro ogni aspettativa nella classifica dei più “spendaccioni”, troviamo al quinto posto l’avvocato Angelo Maria Carcano con la sua lista Nettuno. Pur non avendo grossi partiti alle spalle, ha pronosticato una spesa di ben 82mila euro, una fetta dei quali (14mila euro) dedicata solo a gadget, magliette, e gagliardetti.

Ben più basse le cifre preventivate da tutti gli altri candidati. Anna Montella, de La Destra, per la sua campagna ha stanziato 6500 euro, mentre la somma calcolata da Massimo Bugani, del Movimento Cinque Stelle, non supera i 4000 euro. Ancora meno di quanto spese, durante la campagna per le amministrative del 2009, il suo collega consigliere regionale  Giovanni Favia, che con 4268 euro si conquistò comunque un posto in Comune. La palma del più “parsimonioso” spetta a Michele Terra, candidato del Partito Comunista dei Lavoratori, la cui spesa per la campagna elettorale non raggiunge i 2000 euro.