Un collegamento rapido dalla stazione all’aeroporto e viceversa. In ballo, cifre a nove zeri: il Comune di Bologna punta sul People Mover. L’idea della navetta, che dovrà collegare la stazione dei treni all’aeroporto passando per la nuova area universitaria del Lazzaretto con un percorso di 13 km su monorotaia, circola in città da almeno sei anni e il Comune ha dato il via al project financing nell’aprile 2009: dopo un’asta andata deserta l’anno prima durante il mandato Cofferati, successivamente il Consorzio Cooperative Costruzioni si è aggiudicato l’appalto e una concessione della durata di 35 anni. Inizialmente il taglio del nastro avrebbe dovuto svolgersi nel 2013 e i lavori cominciare nel 2010, ma un anno dopo i motori delle ruspe sono ancora spenti.

E sempre a motori spenti, semplicemente salendo su un treno del sistema ferroviario regionale, è possibile intanto verificare che un collegamento stazione-aeroporto è già possibile, oltre che in gran parte già pronto, con una soluzione assai meno onerosa per le tasche dei contribuenti e dei viaggiatori (un euro a biglietto). La soluzione low cost è stata “testata” con telecamera in spalla da Bolognattiva, il gruppo politico che ha come obiettivo dichiarato “la costruzione di un progetto civico di sinistra”, e che parla del People Mover come di un “Civis numero due”. Se in tanti fanno già la spola tra il capoluogo e le cittadine della provincia, macinando chilometri tra casa e lavoro, dice Vanni Pancaldi che in una cittadina della provincia, Calderara, è stato assessore, allora anche i piani per la mobilità devono essere all’altezza di una città metropolitana. Il People Mover pesa troppo sulle tasche dei cittadini ed è anche una soluzione “poco integrata” con le cittadine che gravitano attorno a Bologna, sostengono Pancaldi, Lorenzo Alberghini e gli altri promotori e attivisti di Bolognattiva: secondo loro la soluzione più efficiente c’è già, è a portata di mano e si chiama sistema ferroviario metropolitano.

Telecamera in spalla (il video è facilmente reperibile su Youtube), Pancaldi, Alberghini e gli altri salgono sulla linea Bologna-Verona, la cosiddetta “SFM3”, che costeggia l’area del Lazzaretto, e dopo 9 minuti (il video fa da testimone) arrivano alla stazione Calderara-Bargellino. “Chi come noi farà questo breve viaggio – racconta Pancaldi – vedrà con i propri occhi che si arriva a circa 2.500 metri dall’aerostazione: se solo ci fosse a disposizione una navetta di collegamento che entri nell’area aeroportuale, in tre minuti si potrebbe raggiungere la destinazione e prendere il proprio volo”. Il tutto con un costo irrisorio rispetto al People Mover.

Perché no, allora? Pancaldi la domanda l’ha girata qualche anno fa all’ex assessore alla mobilità Maurizio Zamboni, ma la risposta che ha ricevuto non lo ha convinto: “Mi fu detto che non c’era una percorrenza treni sufficiente. Ma con i 130 milioni di euro che costa il People Mover, quante navette si potrebbero fare? E perché poi non investire sul decollo della mobilità metropolitana puntando sul servizio ferroviario metropolitano?”. A lasciare perplesso l’ex assessore di Calderara è anche “la scomparsa della stazione Bologna aeroporto sulla linea SFM3. Prevista sulla carta nel 2007, risulta cancellata nel marzo 2010 nel documento di stato attuativo, dove compare al suo posto la nuova stazione Borgo Scala. Sembra che ci sia stato uno “scambio” fra la precedente stazione Aeroporto (sulla SFM 3 BO-VR) e la nuova Borgo Scala (sulla SFM 5 BO-MI), tutte e due in via Bencivenni, a una manciata di metri di distanza, ma separate dalla linea Alta Velocità. In pratica con un’operazione di maquillage la stazione aeroporto è stata fatta scomparire”, sostiene Pancaldi.

La via alternativa di Bolognattiva, che punta sul sistema ferroviario metropolitano, su Facebook ha già raccolto il plauso dei grillini. Lorenzo Andraghetti, candidato consigliere comunale M5S, è entusiasta: “Gran bel video, proprio quello che proponiamo anche noi da anni, e dire che sarebbe così semplice”. Il video di Bolognattiva fa immaginare una soluzione a portata di mano e poco costosa, un’alternativa già quasi “pronta a partire” e con un costo di biglietto a passeggero di circa un euro. Quanto al People Mover, il cui costo del biglietto sembra che si aggirerà sui 7 euro, allo stadio attuale né i tempi né i costi del project financing sono preventivabili in modo definitivo e in ogni caso per il costo del biglietto si parla di circa 7 euro. Rita Finzi di CCC chiarisce che, visti i lavori per la Tav e la nuova stazione, il People Mover dovrà subire “varianti strutturali e costruttive”. Soprattutto, spiega, i ritardi che si sono verificati sul cantiere Tav (e con un conseguente aumento vertiginoso delle polveri sottili, come documentato dal Fatto Quotidiano) si ripercuoteranno a catena con la programmazione dei cantieri del People Mover.

Tutte varianti e imprevisti che si ripercuotono sui costi: sempre la Finzi chiarisce che “il costo delle varianti va ad aumentare il costo dell’investimento che facciamo, e se chiediamo di più alle banche per restituire quei soldi avremo bisogno di ricavi maggiori. Ad esempio potrebbe verificarsi un aumento del costo del biglietto. E in ogni caso bisognerà riproporre all’amministrazione un nuovo piano economico e finanziario che riequilibri i costi. Del resto gli stessi accordi prevedono che il Comune possa allungare la concessione oltre i 35 anni”.

Bolognattiva punta il dito sui costi a carico della collettività, e in particolare “sulle future perdite di gestione, che saranno a carico dei cittadini e non dell’impresa costruttrice”. Pancaldi insiste sull’imprevedibilità dei costi finali: “C’è chi legge le carte e parla di un costo del People Mover di 105 milioni, io parlo di almeno 130, e chi mi contraddice ha già calcolato tutti i costi e le varianti? E’ pronto davvero a metterci la mano sul fuoco?”.

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