Un gruppo di artisti e programmatori ha creato la soluzione per liberarci da Silvio Berlusconi, almeno virtualmente. Il DEberlusconiZER è un’applicazione che cancella le immagini e le parole che si riferiscono a Silvio Berlusconi e le sostituisce con altri contenuti.

Basta andare sul sito www.de-zer.com per leggere giornali italiani e stranieri on-line o navigare qualsiasi altro sito web, senza mai incontrare un’immagine o una parola direttamente riferita a B.

Come spiega Floriano La Polla, uno degli autori del progetto, “in un primo momento sostituiremo icone e parole direttamente riferite al premier con dei riquadri colorati”. Una scelta che, secondo le intenzioni dei “deberlusconizzatori”, mira a liberare l’immaginario degli internauti. “Il vuoto creato dal DEberlusconiZER rappresenta uno spazio virtuale liberato da B, ma che molto presto sarà riempito con nuove idee e narrazioni.”

In un secondo momento, il web deberlusconizzato diventerà sede di una mostra d’arte virtuale. Una serie di artisti, italiani e stranieri sono stati invitati dal critico d’arte Domenico Quaranta a riflettere su Internet come contesto pubblico e a proporre con le loro opere un nuovo destino per gli spazi prima occupati dal presidente del Consiglio.

Ogni settimana un artista diverso esporrà le proprie opere che gli utenti potranno ammirare navigando la rete col DEberlusconiZER. Hanno già aderito Petra Cortright, Filippo Minelli, Aram Bartholl, Claudia Rossini, Les Liens Invisibles, Alterazioni Video, Jon Cohrs, Paolo Cirio, Maddalena Fragnito e Ubermorgen.

La prossima versione, ancora in cantiere, vedrà l’apertura del progetto a tutti gli utenti che potranno pubblicare le proprie parole e immagini perchè, ci dice uno dei creatori del software, “Il dibattito sulla manipolazione dell’informazione e’ molto importante in questo momento in Italia e porre i cittadini al centro di una potenziale pratica di censura o sostituzione puo’ arricchire questa discussione”.

Domenico Quaranta però invita tutti a fare attenzione. “Il Deberlusconizer è un’arma complessa, e va usata con discrezione. E’ uno strumento di manipolazione del flusso informativo. La possibilità che sfrutta come tattica di resistenza può, se abusata, trasformarsi in qualcosa di molto diverso: uno strumento per cancellare ciò che non vogliamo vedere, per costruirci una realtà a nostro uso e consumo. Non cadete in questo errore: l’obiettivo deve essere, ancora e sempre, cambiare il mondo”.